VADA. È guerra sulla spiaggia di Vada. È guerra legale, perché all'ordinanza emessa dal Comune dove si stoppano i lavori di ampliamento delle Dune Mosse, lo stesso stabilimento replicherà rivolgendosi al Tar. La proprietà, a dire il vero, prima di rivolgersi al tribunale, cercherà di chiarire la faccenda con l'ente. Una mediazione, visto che dalle Dune Mosse assicurano che i loro progettisti e tecnici si sono mossi sulle carte e sulle coordinate fornite dall'amministrazione comunale stessa, che nel giugno del 2009 ha rilasciato il rinnovo della concessione e che un anno dopo - dunque pochi mesi fa - ha dato il permesso a costruire. «Abbiamo utilizzato strumenti satelittari - spiegano dalle Dune Mosse - per piazzare l'area di cantiere e per farlo ci siamo basati su coordinate fornite direttamente dal Comune. La domanda che vogliamo porre ai cittadini e a chi ha contestato l'impatto dell'intervento è la seguente: ma che vantaggi abbiamo a costuire dentro il mare? Magari avessimo potuto realizzare l'ampliamento più indietro rispetto alla linea di battigia». Aspetto singolare è che le misurazioni del famoso sopralluogo sono state fatte prendendo come riferimento le dune alle spalle del cantiere. Colline di sabbia che rispetto all'epoca della concessione però potrebbe avere cambiato assetto e dimensione visto che si modellano in base ai venti. Intanto, la proprietà ha dato mandato ai propri legali di intervenire sull'ordinanza di sospensione dei lavori. E se i contatti con l'amministrazione dovessero andare a vuoto, allora si procederà con il ricorso al Tar. Ma per le Dune Mosse a questo punto si profila comunque un bel grattacapo, perché l'investimento ormai è fatto e c'è il rischio che non vada in porto entro la prossima stagione balneare. Del resto - come fanno notare dalle Dune Mosse - si è deciso di attivare l'investimento sulla base di una serie di ok rilasciati dal Comune, in primis il Regolamento urbanistico approvato in consiglio comunale. Da qui la necessità di sbloccare prima possibile il contenzioso con l'ente. E non solo: dal bagno assicurano che l'ampliamento è passato sotto il vaglio della commissione edilizia, del Demanio e anche della Sovrintendenza, «tanto che non abbiamo nemmeno scelto il colore dello stabilimento». Insomma, la vicenda delle Dune Mosse si conferma un bel pasticcio burocratico. Un pasticcio in una porzione di litorale, quello di Vada, dove le contraddizioni sembrano non finire mai. In questi giorni, infatti, si sta discutendo il progetto esecutivo per il Villaggio dei pescatori. Un intervento da 400mila euro, che ha ricevuto l'altolà della Regione a utilizzare troppa spiaggia libera. E così la giunta, per evitare l'assoggettabilità dell'intervento alla Vas (Valutazione ambientale strategica) che avrebbe prolungamento di molto i tempi di esecutività, ha dovuto rivedere il progetto e ridimensionarlo risparmiando un pezzo di spiaggia. In sostanza nel primo lotto si interverrà nella zona delle attuale casotte dei pescatori, realizzando venti nuovi box, con davanti un banco per la vendita del pesce fresco.