Piano per valorizzare le scoperte e impedire che rallentino i progetti delle grandi opere. ROMAAree di sosta autostradali collegate ai siti archeologici. Il governo Berlusconi tenta l'approccio morbido con soprintendenze e ambientalisti. In vista dell'attuazione del piano decennale delle grandi opere, il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, giovedì scorso, ha ottenuto il via libera del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi al programma che cercherà di coniugare lo sviluppo del territorio e la tutela dei beni culturali. Si tratta prima di tutto della mappatu-ra completa delle aree di interesse archeologico che si trovano sul percorso delle autostrade vecchie e (soprattutto) nuove. L'intento è quello di valorizzare i siti sfruttando la vicinanza alle principali arterie di traffico, favorendone una migliore accessibilità e offrendo i servizi utili a chi vuole visitarli. SCAVI SCAVI II progetto, condiviso con il ministero dei Beni culturali, sembra avere anche l'implicito obiettivo di evitare che l'attuazione del piano delle grandi opere incontri preventivi ostacoli nelle obiezioni poste dalle soprintendenze e dalle associazioni di tutela del paesaggio. Nella nuova filosofia del piano, i siti archeologici, che spesso vengono rinvenuti proprio durante i lavori autostradali, non devono essere considerati un ostacolo. Anzi. H patrimonio archeologico dovrà essere recuperato e offerto agli automobilisti che percorrono le autostrade. D'altra parte, un approccio di questo tipo suggerisce che i tracciati previsti nell'elenco delle grandi opere probabilmente non potranno subire grosse variazioni in caso di ritrovamenti: infrastrutture e beni culturali devono imparare a convivere. LUCUS FERONIAE E non sarebbe la prima volta. L'opera delle soprintendenze ai beni culturali in alcuni casi procede già di pari passo con quella delle società concessionarie autostradali. La Società Autostrade, ad esempio, già nel '98 ha sottoscritto un accordo di collaborazione con il ministero dei Beni culturali partendo dal preupposto che «le grandi vie di comunicazione ripercorrono quasi gli stessi tracciati delle antiche vie consolari romane, le stesse aree di sosta». Così già oggi sull'Autosole, dall'area di servizio Feronia, in prossimità di Fiano Romano, è possibile accedere all'area archeologica denominata «Lucus Feroni-ae». Un'iniziativa partita con il ritrovamento, durante i lavori autostradali, della Villa dei Volusii, risalente al I secolo avanti Cristo. I lavori di recupero sono stati eseguiti sotto la vigilanza della soprintendenza archeologica per l'Etruria meridionale. IL DOLMEN Allo stesso modo, il rinvenimento a Bisceglie (Bari), durante i lavori sull'Adriatica, di un «dolmen» ha portato alla realizzazione di un'area di accesso che porta al monumento funerario di epoca preistorica. Progetti di questo tipo sono stati elaborati anche per Horta, l'area archeologica, antico guado sul Tevere, vicina al paese medioevale di Qrte. Ma anche per Aquinum, la città volsca che potrebbe diventare accessibile dall'autostrada Roma-Napoli. I maggiori ostacoli alla realizzazione del progetto messo a punto dal ministro Lunardi si riscontrano nelle aree a alta densità archeologica. E' il caso della Campania, del Lazio o della Toscana. MURECINENel 1959, durante i lavori per la costruzione della Pompei-Salerno, gli splendidi affreschi di Murecine saltati fuori negli scavi, furono staccati e portati via e il sito ricoperto, n problema si è riproposto nel 1999, in occasione del raddoppio della Napoli-Salerno. La soluzione, per quanto concordata con la soprintendenza, non è stata molto diversa: altri affreschi sono stati salvati e rimossi per il restauro, in attesa di un'altra collocazione. Ma non sempre è possibile «spostare» il sito. L'adeguamento dell'Aurelia, ad esempio, per l'elevata densità di bellezze archeologiche e naturali ha già prodotto polemiche furenti tra il governo, la Regione Toscana e gli ambientalisti. E la guerra è appena iniziata.