PIOMBINO. «La Regione impegnata di ampliare la quota di energia rinnovabile. L'impianto riduce le emissioni di Co2». E' questo, in sintesi, il pensiero di Oreste e Massimo Balsini. Ma l'impatto di un impianto fotovoltaico esteso su 47 ettari, seppur solo 10 occupati da pannelli, non ha cancellato le perplessità dei presenti. L'impatto visivo di 60mila pannelli su terreni agricoli, le interferenze con l'oasi Wwf e il rischio di snaturare il territorio sono state discusse durante l'incontro. «Vogliamo vedere i documenti - ha detto il presidente di Legambiente, Adriano Bruschi - parlate di potenza dell'impianto e non di produzione energetica. Quei terreni sono sprecati con il fotovoltaico, l'eolico darebbe risposte più efficaci». La replica è arrivata dall'assessore all'urbanistica Luciano Francardi. «Il Comune individua i terreni idonei, per non stravolgere l'identità del territorio e al tempo stesso per migliorare l'efficienza energetica. Poi è la Regione a dare le autorizzazioni e i privati a decidere come intervenire». Altri dubbi sono legati alla convivenza tra il parco e l'Oasi Bottagone. «Servono garanzie - ha spiegato Paolo Politi, responsabile Wwf - solo 10 ettari su 47 sarebbero occupati da pannelli. E' un passo avanti. Ma la refrazione può essere un pericolo per gli uccelli che vivono nell'oasi. Le superfici riflettenti potrebbero, di notte, essere scambiate per specchi d'acqua».