NELLA mia veste di segretario nazionale della federazione lavoratori pubblici (Flp) nel ministero Beni e attività culturali, ho preso in esame la possibilità di dare un contributo fattivo alla stabilizzazione dell' apertura del più grande museo archeologico del mondo, il castello di Baia a Pozzuoli. Una breve premessa: il sito è stato completamente restaurato con fondi europei, le mie fonti indicano in circa 15 milioni di euro l' importo finora utilizzato; il personale presente nella sede è di circa 70 unità, nell' area flegrea complessivamente sono dislocati altri 100 dipendenti dei beni culturali; per motivi "storici" c' è una forte presenza di personale tecnico e una scarsissima presenza di personale di vigilanza. Nel corso di una affollatissima assemblea del personale indetta dalla mia organizzazione è emersa una situazione paradossale. Da un lato una disponibilità espressa in sede anche formale di una parte cospicua di lavoratori, appartenenti all' area professionale tecnica, finora, per usare un eufemismo, scarsamente utilizzati, a svolgere mansioni proprie dell' area della vigilanza. Dall' altro, da parte di Cgil e Cisl una incomprensibile chiusura che ha finora indotto l' amministrazione a soprassedere a qualunque iniziativa in quella direzione. Desidero precisare che: le dimensioni del museo non consentono di programmare una apertura stabile, o la stessa sarebbe estremamente precaria se non si garantisse una presenza adeguata su tre turni di personale di vigilanza e accoglienza; i diritti sanciti dal ccnl per codesti lavoratori sarebbero assolutamente garantiti, anche in caso di utilizzo in mansioni diverse dal profilo professionale di appartenenza; la loro professionalità in area tecnica non è stata e non sarebbe in discussione, possono maturare l' ulteriore diritto dopo tre anni di mansioni diverse a transitare nel nuovo profilo professionale; la richiesta viene dagli stessi lavoratori che rigorosamente su base volontaria aderisconoa una nuova organizzazione del lavoro. Aggiungo semplicemente che la consapevolezza e la sensibilità dei lavoratori dei Beni culturali di Baia, che immaginano per la loro realtà uno sviluppo "possibile", merita tutto il nostro impegno, ed è un segnale importante in questo tristissimo periodo.
CAMPANIA - I veti di Cgil e Cisl bloccano il museo di Baia
Il segretario nazionale della Flp nel ministero Beni e attività culturali ha espresso la sua disponibilità a contribuire alla stabilizzazione dell'apertura del castello di Baia a Pozzuoli, il più grande museo archeologico del mondo. Il sito è stato completamente restaurato con fondi europei e ha un personale di circa 170 unità. Tuttavia, la situazione è paradossale: una parte del personale tecnico è disposto a svolgere mansioni di vigilanza, ma la Cgil e Cisl hanno chiuso l'idea. Il segretario sostiene che la presenza adeguata di personale di vigilanza è necessaria per garantire la stabilità dell'apertura del museo.
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