La Famiglia Comasca ha stanziato 30mila euro. Ponteggi già allestiti, fine lavori: agosto 2011 Una visita al cimitero e poi nella basilica di Sant'Abbondio: è il pellegrinaggio di tanti in questi giorni dedicati al ricordo e al suffragio. Ma nella millenaria basilica - che, lo ricordiamo, è il simbolo della cristianità comense, posta proprio lungo l'antica via dei pellegrini - spiccano alti i ponteggi per i restauri dei dipinti dell'Annunciazione e dei Santi sopra l'altare centrale: saranno curati dall'Accademia Galli e rappresentano l'ultimo atto (ultimo in ordine di tempo, non d'importanza) della generosità e della sensibilità della Famiglia Comasca. Grazie all'associazione che tanto ha cuore la comacinità, infatti, sono stati messi a disposizione i 30.000 euro necessari per riportare le antiche pitture all'originario splendore. «Ho chiesto che i restauri vengano terminati entro il mese d'agosto del 2011 - dice commosso e al medesimo tempo deciso il presidente, Piercesare Bordoli - in modo da inaugurarli per la festa patronale del 31». L'età e l'umidità hanno sbiadito i colori e chissà che appaia anche qualche sorpresa, qualche ritrovamento inedito che aggiunga particolari alla già ricca storia della basilica. Continua così la serie degli interventi culturali e artistici della Famiglia Comasca: gli ex voto del Santuario del Crocifisso, la Quadreria del Sant'Anna. la chiesetta di San Martino ed ora gli affreschi di sant'Abbondio. «Sarebbe importante - aggiunge Bordoli - che anche altre associazioni cittadine si prodigassero per la conservazione del nostro patrimonio. I fondi pubblici e delle istituzioni sono sempre più scarsi e perciò i beni sono sempre più a rischio..Per questo, è importante l'intervento dei cittadini, siano essi privati, siano invece raccolti in associazione o fondazione». Sono tante le cose meritevoli di restare intatte e di essere tramandate e la nostra terra è uno scrigno di opere d'arte di tutti i tempi, artistiche e popolari. «Noi cerchiamo di fare la nostra parte. E siamo fieri dei risultati», sintetizza Bordoli che, però, ha un conto personale aperto, se così si può dire. E un conto morale, va precisato. «Per due volte - scherza, ma neppure troppo - sono arrivato davanti a San Pietro, quello che ha le chiavi del paradiso in mano e gestisce gli ingressi. Ma lui mi ha detto di tornar giù, a provvedere a pagare i debiti che avevo contratto per le opere d'arte del nostro territorio». Le spiegazioni sono lasciate al cuore dei lettori. Magari tutti gli autori degli ex voto si sono concentrati e hanno detto: «Bordoli deve star giù ancora un po' e finire i nostri quadri». Supposizione per supposizione, com'è andata davvero? «Ho 81 anni. Negli ultimi anni - spiega il presidente della Famiglia Comasca - sono stato coinvolto in un incidente stradale e non so ancora com'è stato possibile che me la sia cavata. Poi, mi ha colpito un infarto. Si capisce che Lassù hanno dato disposizioni in un certo modo». Che storie ci sono dietro, a volte. «Ma i restauri del Sant'Abbondio sono una cosa seria - sottolinea Bordoli - sono una cosa impegnativa. Volendo guardare, costa di più il ponteggio che non l'intervento in sé. Tuttavia io stesso l'ho voluto sicuro al cento per cento, è utilizzato dai ragazzi che lavorano. E sarà un lavoro complesso, nuovo per noi, perché è la prima volta che ci occupiamo di beni murari. Ma, come sempre, l'Accademia Galli è garanzia di qualità e ci dà una grande fiducia». Intanto la Soprintendenza li seguirà in tutte le fasi e la prima sarà quella di verificare la protezione dalle infiltrazioni, rischio per gli affreschi, tra l'altro, nei secoli, coperti da intonaci in alcune parti. L'anno prossimo, potrebbe essere una festa patronale ancora più solenne, con la basilica tirata a lucido.