Infiltrazioni, muffa e cedimenti Bastano poche gocce di pioggia a far gocciolare l'acqua dal tetto sull'altare. Il leggio e l'organo sono stati coperti con teli di plastica per evitare che l'acqua li rovini. La chiesa di San Domenico versa in condizioni pessime. Le infiltrazioni d'acqua che gravano sulla struttura considerata il pantheon siciliano, sono notevolmente aumentate già con l'inizio di questo autunno. Muffa sulle pareti e tetti divorati dall'umidità. Le condizioni della chiesa più grande della Sicilia sono state illustrate ieri, dal priore Giuseppe Sabato che ha accompagnato l'architetto Bellanca, del Servizio beni culturali e urbanistici della Soprintendenza, per una perlustrazione. Occasione dell'incontro, il workshop «I beni culturali di San Domenico, quali prospettive per il futuro», organizzato dalla VM Agency, che si è tenuto nella sala Santa Barbara della Domus Dominicana. Durante la visita l'architetto Bellanca ha potuto notare le macchie sulle pareti e sul soffitto. Buona parte della navata di sinistra presenta delle perdite di calcinacci. Bastano poche gocce di pioggia a far gocciolare l'acqua dal tetto sull'altare. Il leggio e l'organo sono stati coperti con dei teli di plastica per evitare che l'acqua li rovini. «Già un vangelo è stato bagnato dalla pioggia che cade anche durante le celebrazioni e si è rovinato - racconta padre Giuseppe - per questo abbiamo dovuto cercare un rimedio almeno tampone». Anche alcuni tratti del pavimento presentano degli avvallamenti o dei cedimenti verso il basso. I dislivelli sono stati segnalati con del nastro isolante rosso. La visita è proseguita al piano superiore, dove si trova una grande parete che raffigura un calendario liturgico con le date della Pasqua. L'affresco risale al Settecento. Adesso anche quel muro è vittima dell'umidità. Tra il 2008 e il 2009 è anche caduto un lampadario, logorato dall'umidità e dalla ruggine e si è staccato uno dei vetri delle navate. Fortunatamente, non si è registrato alcun danno a persone in entrambe le occasioni. Nel 2007 un intervento di somma urgenza era stato effettuato per la rimozione di un alberello che era cresciuto sul tetto, sempre a causa dell'umidità. «La situazione di questa chiesa è nota già da cinque anni. Il sopralluogo è necessario per capire quale tipo di intervento poter fare più urgentemente - ha detto l'architetto della Soprintendenza ai Beni culturali - perché fondi e personale hanno subito tagli che ci obbligano poi a delle scelte. Ci muoviamo in mezzo a grandi difficoltà». «Ci stiamo impegnando per il recupero di questo bene di Palermo e della Sicilia - ha spiegato Vincenzo Montanelli della VM Agency - Abbiamo organizzato in passato visite guidate, concerti e mostre, ma ormai ci viene inibito dalle condizioni che non danno alcuna garanzia sul piano della sicurezza». La chiesa di San Domenico, inoltre, ha deciso di non accettare prenotazioni per matrimoni per tutto il 2012. Dopo aver verificato i danni conseguenti alle infiltrazioni d'acqua, l'architetto Bellanca si è impegnata a partecipare al sopralluogo sui tetti fissato per i prossimi giorni.
Palermo. Scricchiola la chiesa di San Domenico
La chiesa di San Domenico, considerata il pantheon siciliano, versa in condizioni pessime a causa delle infiltrazioni d'acqua. La muffa e i cedimenti sono notevoli, con macchie sulle pareti e sul soffitto, perdite di calcinacci e avvallamenti del pavimento. L'architetto Bellanca ha notato le condizioni durante una visita e ha segnalato i dislivelli con del nastro isolante rosso. La situazione è nota già da cinque anni e il sopralluogo è necessario per capire quale tipo di intervento poter fare più urgentemente. La chiesa ha deciso di non accettare prenotazioni per matrimoni per tutto il 2012 a causa dei danni.
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