Palazzo Marino. Il progetto di Finazzer Flory. Polemica anche sui Cani a Palazzo Reale Dopo il Dito di Cattelan, la maggioranza si divide sull'opera di Vitali Le sculture di Velasco Vitali: «Sbarco», che sarà esposta alla Stazione Centrale, e un pezzo della mostra sul randagismo prevista a Palazzo Reale "La migrazione dell'uomo". E' bastato questo tema, scelto dell'assessore alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory, per far scattare un'altra volta a Palazzo Marino le scintille delle polemiche sul concetto di arte. Dopo la mostra di Cattelan e il suo contestatissimo Dito medio, ora la maggioranza si divide sulla canoa di 14 metri che verrà sistemata dal 13 novembre al 3 dicembre in piazza Duca d'Aosta, davanti alla Stazione Centrale. Si chiama «Sbarco», ed è un omaggio ai migranti. Sull'opera, di Velasco Vitali, si è già abbattuto il sarcasmo della Lega. «Visto che in città abbiamo un dito medio che lancia una vaffa a tutto il mondo commenta il capogruppo, Matteo Salvini ci può stare anche la canoa rovesciata: mi riserverò di chiedere a Finazzer Flory di commissionare al famosissimo Velasco Vitali anche un'opera omaggio al milanese superstite e al viaggiatore in difficoltà». Di più. «Anche recenti fatti di cronaca rincara Salvini ci dimostrano che alla Stazione Centrale più che ai migranti servirebbe davvero un omaggio al viaggiatore tutelato, una figura che sembra in via d'estinzione». Salvini non sembra apprezzare neanche la mostra sul randagismo, sempre con opere di Vitali, che sarà ospitata invece a Palazzo Reale, in un collegamento ideale tra i due spazi. «Visto che a Milano ci sono centinaia di migliaia di cani attacca l'europarlamentare il gran finale di questa mostra potrebbe essere una gigante cacca di cane davanti al nuovo Museo del Novecento, in omaggio ai tanti milanesi che ogni giorno devono fare la gincana per schivare gli escrementi. Per un'opera del genere chiamerei non solo Vitali, ma anche Cattelan, così tutto il mondo potrà nuovamente parlare di Milano». Finazzer Flory non se ne cura. E precisa: «Velasco Vitali dà forma e concretezza alle figure migranti e ciò che colpisce dei suoi lavori è l'irriducibile tensione fra individuo e comunità». La canoa, trasportata da due uomini coperti fino al busto dallo scafo, rappresenta il primo dei quattro capitoli narrativi della mostra, «per una riflessione sulle tematiche dell'isolamento, del viaggio, dell'immigrazione, della precarietà».