Ministero e Campidoglio: ristrutturare il monumento entro il 2014, bimillenario della morte Bisogna valorizzare quel monumento come fu fatto per il Colosseo Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali: Mi serve un progetto il prima possibile. Poi chiederemo i soldi al Ministero «Viva Bartali». La scritta è lì. In cima ad una scala pericolante di quello che un tempo fu il mausoleo di Augusto, che poi divenne l'auditorium «Augusteo» e che oggi ha l'aria del rudere mezzo abbandonato, chiuso da anni al pubblico, in balia del degrado e del tempo che passa. Uno di quei luoghi della «Roma segreta» popolato di storie di fantasmi e di leggende, come quella di Cola di Rienzo che lì dentro venne dato alle fiamme. Anche i muri, allora, sono testimoni del tempo che passa: la scritta per Bartali, quella che porta la data del 21 aprile '45, altri «graffiti» lasciati da visitatori poco rispettosi. Adesso, dopo anni di studi archeologici e di impegno della sovrintendenza comunale, esiste un'idea per recuperare il mausoleo. La proposta la butta lì Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali, nel corso di un sopralluogo insieme al sovrintendente ai Beni culturali del Comune Umberto Broccoli e all'assessore all'Urbanistica del Campidoglio Marco Corsini: «Quando morì Augusto?», chiede Giro agli esperti. «Nel 14 d.C.», la risposta «E allora insiste il sottosegretario nel 2014 saranno duemila anni dalla morte. Ecco: l'obiettivo è il bimillenario di Augusto». Il dado è tratto. Cosa significa, è facile dirlo: «Bisogna lavorare insiste Giro perché entro quella data tutto il monumento sia recuperato, valorizzato, rilanciato, sia visibile e visitabile. Un po' come abbiamo fatto per il Colosseo e i duemila anni della nascita di Vespasiano nel 2009». Servono soldi, però. Non troppi, ma neppure pochi: si parla di una cifra tra i 10 e i 15 milioni di euro. La mini-riunione improvvisata si svolge su una finestra ad arco del Mausoleo, che guarda gli scavi della sottostante piazza Augusto Imperatore: «Cosa devo chiedere a Bondi?», dice Giro a Broccoli e Corsivi. Il sovrintendente comunale si rivolge ai tecnici: «Mi serve un progetto, il prima possibile, sul mio tavolo. Sulla base di quello chiediamo i soldi al Ministero». La mattinata, in realtà, era nata con un altro scopo: fare il punto sul cantiere della piazza, lo scavo più importante della Capitale in questo momento. Un'opera avviata dall'amministrazione Veltroni nel 2006, con un progetto elaborato dall'architetto Francesco Cellini che si basa su una grande scalea che congiunge i due lati della piazza (quello verso il Corso e l'altro verso l'Ara Pacis). Intervento che la giunta Alemanno, nonostante la volontà di «sbullonare» la Roma veltroniana, ha confermato: «Ci tenevo tantissimo spiega Corsini e poi io sono per la continuità intelligente. Questo è un grande lavoro, sul quale stiamo mettendo tutti noi stessi». Al sopralluogo ha partecipato anche il Corriere della Sera, insieme a tecnici e politici. Gli scavi sono andati molto avanti, sotto la piazza per troppi anni deturpata da un parcheggio (abusivo) per le auto sono emersi i lastroni di una strada romana, la rete fognaria, alcune anfore da trasporto che servivano da deposito del famoso porto di Ripetta. La scoperta più importante è proprio la strada: 700 metri che collegavano il Mausoleo di Augusto al Pantheon, che sono in linea tra di loro e che si guardavano l'uno con l'altro. I ritrovamenti saranno protetti, naturalmente, ma resteranno visibili: e la piazza diventerà un luogo pubblico, un'oasi archeologica nel cuore di Roma, a due passi dai negozi dello shopping di via del Corso e dall'Ara Pacis con la teca di Meier. Le ultime frizioni tra le sovrintendenze (statali e comunale) sembrano risolte, la gara per l'appalto è pronta: 17 milioni di investimento, due anni di lavoro. Poi si penserà al Mausoleo, per riportarlo agli antichi splendori, prima che il regime fascista lo sventrasse, togliendo la cupola che lo copriva e realizzando altri interventi che adesso dicono gli archeologi non si possono più toccare perché «storicizzati». Tra questi, anche la realizzazione della cella di Augusto, dove presumibilmente è stato seppellito l'imperatore. I primi 4 milioni, per dare una ripulita all'esterno e all'interno, e per rendere visitabíle il monumento ci sono già. Il resto è affidato all'obiettivo 2014. La caduta di Jas L'episodio lo ricorda il sottosegretario Francesco Giro, durante la visita al cantiere di piazza Augusto Imperatore: «Qui, prima, il degrado era evidente. Lì sopra (dice indicando un punto sul marciapiede, ndr) c'e il famoso tombino nel quale cadde Jas Gawronsky . Una vicenda del febbraio 2007. L 'allora parlamentare europeo di Forra Italia stava camminando sulla piazza non si accorse di un .tombino scoperto, un .pozzetto di accesso ad una galleria di servizio: Gawronsky fece un volo di tre metri e mezzo, ma per sua fortuna rimase illeso. Per informarsi delle sue condizioni lo chiamarono il presidente dell'Atea e il sindaco Veltroni.