La Biblioteca Nazionale di Firenze per ora è salva, le altre forse. E' ancora fresca la bagarre mediatici accesa dalla direttrice Antonia ida Fontana sulle pagine delle principali testate nazionali e locali, che l'AiB, l'organo che rappresenta e tutela gli interessi di tutte le biblioteche italiane di pubblica lettura, bussa alla porta e ricorda che da sempre lotta per un efficiente servizio bibliotecario nazionale. "Purtroppo le recenti cronache apparse sui giornali italiani relativamente alla grave situazione in cui versa la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze - precisa il professore Mauro Guerrini, presidente dell'AIB- rispecchiano il momento di criticità che attraversa già da diversi anni l'intero sistema bibliotecario nazionale". Un settore in perenne assenza di ossigeno inteso come flusso di denaro che possa permettere di svolgere appieno il proprio ruolo di custode della conoscenza e di luogo capace di offrire una pluralità di servizi alla cittadinanza. "I temi del decentramento, del riposizionamento della biblioteca pubblica in un contesto istituzionale e sociale muovo, del ridimensionamento e della razionalizzazione dell'intervento statale sono sempre stati ampiamente dibattuti dall'Associazione Italiana Biblioteche -prosegue Mauro Guerrini- Più volte abbiamo sottolineato come gli stessi investimenti pubblici a fatture delle 46 biblioteche statali negli ultimi 5 anni siano stati drasticamente dimezzati con un abbassamento del budget da 30 a 17 milioni di euro annui. I tagli più consistenti riguardano un settore di vitale importanza, quello delle somme destinate all'acquisto dei libri, sceso da oltre 8 milioni annui a circa 3 milioni. Gli investimenti in informatica sono calati anch'essi di oltre un milione e le spese per la rete SBN sono passate da 820mila a 75mila euro. Non va meglio neppure sul versante della tutela e della conservazione, che costituiscono uno dei compiti primari per le biblioteche del Ministero per i Beni e le attività culturali: si è passati da oltre 3 milioni e mezzo di budget annuo a 650mila euro". Dunque, cifre alla mano, la situazione delle biblioteche italiane sembra rimanere sostanzialmente invariata, mentre diventa desolante quando ci si confronta con l'Europa: mentre da noi le due Biblioteche Nazionali Centrali vedono i loro bilanci ridursi (1,5 milioni quella di Roma e 2 milioni quella di Firenze), Parigi può contare su 254 milioni, Londra su 160 milioni, Madrid su 52 milioni. Anche in termini di unità di personale l'Italia non regge per nulla il confronto: circa 200 persone o poco più a Roma e Firenze, a fronte degli oltre 1.000 dipendenti della Biblioteca Nacional madrilena, dei 2000 della British Library londinese e dei 2.600 della Bibliothèque Nationale a Parigi, che ha un numero di dipendenti più elevato di tutte le 46 biblioteche pubbliche statali messe insieme. Secondo l'Associazione Italiana Biblioteche il confronto con la realtà internazionale impone da subito una riflessione profonda esigendo non solo maggiori finanziamenti pubblici, ma anche un più efficace uso delle risorse attraverso la razionalizzazione dei servizi nazionali e la riqualificazione dell'intervento statale. "E' auspicabile dunque -spiega Mauro Guerrini- che si costituisca quanto prima la Biblioteca Nazionale d'Italia, che dovrebbe includere almeno le attuali biblioteche nazionali centrali, l'Istituto Centrale per il Catalogo Unico e le Informazioni Bibliografiche l'Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi e l'Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario. Alla Biblioteca Nazionale d'Italia dovrebbe essere garantita autonomia, sotto il profilo scientifico e sotto quello finanziario-amministrativo'. Molte biblioteche definite statali, nazionali o universitarie dovrebbero quindi essere cedute alle Regioni, agli enti locali o alle istituzioni di appartenenza, mentre i servizi nazionali, per essere efficienti, dovrebbero essere individuati sulla base delle competenze fondamentali dello Stato e della rispondenza ai bisogni dell'intera organizzazione bibliotecaria italiana. In altre parole il sistema bibliotecario italiano dovrebbe essere riorganizzato per consentire a tutte le biblioteche italiane di erogare un livello minimo di servizi e di creare valore al cittadino. Esattamente fra un mese si svolgerà a Firenze il 56 Congresso Nazionale delle Biblioteche (3-5 novembre 2010), che richiama ogni anno oltre un migliaio di addetti ai lavori. Tema di quest'anno l'accesso libero alla conoscenza, che, pone innanzitutto la biblioteca a presidio della' democrazia. Un'occasione unica per capire che il sistema delle biblioteche italiane non è assolutamente passivo e privo di vitalità, ma al contrario continua a costruire nuove idee e progetti partendo dal confronto con lo sviluppo tecnologico che influenza i comportamenti di tutti noi.
Le biblioteche dimenticate, salva quella di Firenze
La Biblioteca Nazionale di Firenze è salva per ora, ma altre biblioteche italiane potrebbero essere in pericolo. La direttrice Antonia Ida Fontana ha lanciato una critica pubblica contro l'AiB, l'organo che rappresenta e tutela gli interessi di tutte le biblioteche italiane di pubblica lettura. L'AiB ha ricordato che il sistema bibliotecario nazionale è in crisi a causa di mancanza di fondi. I temi del decentramento, del riposizionamento della biblioteca pubblica e del ridimensionamento dell'intervento statale sono stati dibattuti dall'Associazione Italiana Biblioteche.
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