Ultimi due fine settimana per ammirare il ricco patrimonio La, visita organizzata come:: una vera e propria caccia al tesoro Con lo scenario impagabile disegnato dagli splendidi colori autunnali il Sacro Monte di Varese rappresenta in questi giorni una meta assolutamente consigliabile per gli amanti della natura. Ma anche gli appassionati dell'arte potranno trovare pane per i loro denti nel giorno di Ognissanti, grazie a una apertura straordinaria del Museo Baroffio e del Santuario. Sono questi tra l'altro gli ultimi due week end di apertura del ricco patrimonio artistico del Sacro Monte. Dopo il 7 novembre, infatti, le porte del Museo riapriranno con orario ridotto nel periodo natalizio, a partire dall'8 dicembre. Regalo speciale per i visitatori del giorno di Ognissanti sarà un itinerario del tutto inedito, alla scoperta dei santi che regnano nel patrimonio iconografico tradizionale. Si tratta della visita guidata, ideata e condotta dalla conservatrice del Museo Laura Marazzi, dal titolo «Il leone, la campanella e la ruota: come riconoscere i santi». Insomma una vera e propria caccia al tesoro, alla ricerca degli indizi che permettono di identificare e distinguere figure tradizionali, care alla devozione popolare, come santa Chiara o santa Caterina, san Martino o san Gerolamo. Quei personaggi a volte misteriosi che troviamo affrescati nelle chiese, riprodotti nelle edicole ai bordi delle strade, sui muri delle case, o nei dipinti. Ma il Museo ha in serbo un'altra importante sorpresa: chi seguirà la visita guidata sui santi, prevista alle 11 e alle 15.30 di lunedì l novembre potrà in via del tutto eccezionale accedere anche a un antico locale, dove si trovano i resti di affreschi quattrocenteschi, tra cui una Madonna in trono con il Bambino e santi. Anche il Baroffio, infine, tributa il suo omaggio al Borromeo, nell'anno in cui la diocesi ambrosiana ricorda il quarto centenario della sua canonizzazione. Il 4 novembre, alle 15.30, viene proposto un incontro su «San Carlo, immagini vicine e lontane», per conoscere da vicino la grande tela seicentesca recentemente acquisita dal Museo e tutte le diverse immagini del patrono presenti al Sacro Monte.