Sul blitz effettuato poco prima dell'alba di mercoledì scorso, firmato "My Trastevere", che ha visto degli sconosciuti bendare rutti i busti del Gianicolo e le statue di Gioacchino Belli e di Trilussa, appendendo al loro collo anche un cartello con una poesia in romanesco con cui si reclamava una cultura "scomparsa", è intervenuto il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro. Come giudica l'azione "culturale" di questi sconosciuti? E' un'azione condotta in modo abbastanza spregiudicato e contraddittorio: da un lato si dice di voler difendere la cultura, dall'altro se ne sfregiano le espressioni di bellezza e armonia. Mascherare i busti del Gianicolo e le statue di Trilussa e del Belli con dei bavagli non mi sembra un'azione molto intelligente. Naturalmente il problema della difesa della cultura esiste, ma non mi sembra questo il modo migliore per farlo, soprattutto in un quartiere come Trastevere che ha bisogno di ben altro, ossia di forti iniziative contro il degrado e di un'azione sinergica tra l'Amministrazione comunale e il nostro Ministero per difenderne anche le strutture architettoniche, che sono di grande pregio storico-artistico. Questa iniziativa'con cui si pretende di difendere la cultura ottiene il risultato inverso, perché la si colpisce al cuore. Non è possibile mascherare i busti del Gianicolo! Non pensa che sia necessario un maggior controllo dei monumenti da parte delle forze dell'ordine? Certo. Infatti questa iniziativa dimostra che la città di Roma è vulnerabile. Un anno abbiamo avuto l'acqua della Fontana di Trevi tinta di rosso, poi la scalata della Fontana dei Fiumi a piazza Navona, quest'anno abbiamo il bendaggio dei busti degli eroi del Risorgimento e delle statue dei maggiori poeti romani. Passiamo di anno in anno ad assistere a iniziative clamorose a cui siamo costretti ad assistere impotenti e che sono sicuramente anche frutto di una certa disattenzione o mancata vigilanza sui monumenti. Questo produce solo degrado sul nostro patrimonio culturale. Il suo pensiero circa il filmato sul blitz, visibile su You Tube? E' la dimostrazione che dietro a questa iniziativa c'è una mano professionale, per cui si percepisce chiaramente l'intento di dar vita ad una provocazione. Il rischio però è quello di mandare in giro un'immagine dell'Italia di una assoluta decadenza, per questo non raggiunge l'obiettivo prefissato. E' in sostanza un'operazione di comunicazione, di marketing virale, studiata a tavolino da professionisti: un'azione di propaganda sicuramente antagonista sia dell'Amministrazione comunale che di quella centrale. Una operazione che finisce con lo schernire il patrimonio culturale e storico alla vigilia del cintocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, che meriterebbe di essere ricordato e celebrato in modo più rispettoso. Per quanto mi riguarda continuerò a battermi per potenziare, difendere e tutelare il patrimonio culturale dagli assalti e dal degrado, sia fisico che spirituale e morale. La carriera in una scheda Francesco Maria Giro è nato a Roma l'11 maggio del 1963 e uno degli uomini più vicini al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Laureato in filosofia con una tesi sul pensiero morale francese del 700. Grazie alle sue doti di scrittore ed ai suoi buoni rapporti col cardinale Ruini, diventa subito il punto di riferimento di Berlusconi nei rapporti con il mondo cattolico. Dal 2000 ai 2005 è eletto consigliere regionale di Forza Italia, ricoprendone, nell'ultimo anno della legislatura, la carica di capogruppo. Il 9 aprile 2006 è eletto alla Camera dei deputati e, nel settembre dello stesso anno, viene nominato da Berlusconi coordinatore regionale del Lazio e Commissario per la Città di Roma, incarico che mantiene fino alle consultazioni amministrative del 2008. Nello stesso anno viene eletto al Parlamento nelle liste del Popolo della Libertà, e immediatamente dopo viene nominato sottosegretario ai beni culturali.