Intervenendo a un convegno organizzato dall'Università Cattolica di Milano dedicato a Sulla città, oggi I beni culturali in Italia dopo il codice Urbani, il ministro per i beni culturali, Giuliano Urbani ha ricordato che il testo è aperto a correzioni e suggerimenti che potranno essere inviati ancora per molti mesi. «Non ho fatto il Codice Hammurabi - ha detto riferendosi al re babilonese che dettò una serie di leggi per controllare l'intera vita civile, oltre 3000 anni fa -, Questo codice è nato dalla necessità di fare fronte ad un testo unico colabrodo». Tutti gli enti, dalle Regioni alle Comunità Montane, così come le istituzioni interessate, ha ripetuto il ministro, possono quindi presentare eventuali soluzioni tecniche diverse. «Potrei definire il mio un codice intelligente - ha detto il ministro - perché è in grado di imparare dalle esperienze e correggersi».
E ora Urbani dice: II codice si può correggere
Intervenendo a un convegno organizzato dall'Università Cattolica di Milano dedicato a Sulla città, oggi I beni culturali in Italia dopo il codice Urbani, il ministro per i beni culturali, Giuliano Urbani ha ricordato che il testo è aperto a correzioni e suggerimenti che potranno essere inviati ancora per molti mesi. Non ho fatto il Codice Hammurabi - ha detto riferendosi al re babilonese che dettò una serie di leggi per controllare l'intera vita civile, oltre 3000 anni fa -, Questo codice è nato dalla necessità di fare fronte ad un testo unico colabrodo. Tutti gli enti, dalle Regioni alle Comunità Montane, così come le istituzioni interessate, ha ripetuto il ministro, possono quindi presentare eventuali soluzioni tecniche diverse. Potrei definire il mio un codice intelligente - ha detto il ministro - perché è in grado di imparare dalle esperienze e correggersi.
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