Il nuovo soprintendente a Mussomeli «scopre» i reperti del Museo archeologico mai aperto Lincontro del soprintendente con gli amministratori comunali Mussomeli. «Questi reperti sono talmente belli che non si vedono». La battuta è dell'architetto Angelo Alu, e sintetizza il paradosso di una città, Mussomeli, ricca di storia e di patrimoni archeologici mai valorizzati. E l'emblema di tale disinteresse viene dai numeri: sono passati infatti ben nove anni da quando il settecentesco palazzo Sgadari è pronto ad ospitare il museo archeologico. Perfino le bacheche sono state collocate così come sono perfettamente funzionanti i sistemi antintrusione, l'allarme antincendio e l'illuminazione. Tutto pronto ma il museo non decolla, nonostante da tempo "Siciliantica" è disposta a gestire la struttura a costo zero. Non mancano neppure i reperti, da troppi anni ammonticchiati in quello che fu l'Antiquarium dove ieri, il sovrintendente e altri funzionari guidati dal sindaco e dal vicesindaco, hanno visionato sgomenti lo stato in cui vengono conservati. Addirittura vi sono cassette contenenti ossa umana e denti conservati (si fa per dire) dentro pacchetti di sigarette. Uno stato di fatto a cui l'amministrazione in carica vuole porre rimedio, valorizzando l'enorme patrimonio cittadino col supporto della Sovrintendenza che dovrebbe autorizzare catalogazione e fruizione. Fautore del partecipato incontro di ieri mattina, l'on. Filippo Misuraca nel suo ruolo di assessore ai Beni culturali. Durato circa tre ore, all'incontro hanno preso parte il sindaco Salvatore Calà, lo stesso Misuraca, l'assessore Sebastiano Sorce. Per la sovrintendenza il sovrintendente Matteo Scognamiglio e gli architetti Cris Nucera, Angelo Alù e Mameli. Per SiciliAntica la presidente Rita Lamonica e l'ing. Giuseppe Canalella. Per il comitato vincolo castello la presidente Santina Favata e il geologo Roberto Prisco. Presente anche l'ingegnere comunale Giuseppe Frangiamore. Tanti gli argomenti trattati. Abbiamo intervistato il sovrintendente a conclusione del suo sopralluogo a Palazzo Sgadari. «La giornata è stata molto proficua. Abbiamo parlato di molti temi: piano paesaggistico, vincolo architettonico, centro storico, beni archeologici. E' il primo momento di incontro nel territorio ed è destinato ad ulteriori azioni. Ci sono dei temi legati alla necessità del territorio di avere certezza del diritto e su questo siamo assolutamente d'accordo ma vorremmo anche fare comprendere al territorio, che ci troviamo dinanzi ad un bene, e mi riferisco a tutto il territorio e non solo a quello vincolato, non più ripetibile nella sua continuità temporale e quindi va conservato. La gente deve capire che bisogna lavorare in termini di qualità piuttosto che di quantità. La regolamentazione del territorio è uno strumento democratico a cui si giunge attraverso dei meccanismi che sono propri della concertazione e della discussione. Noi valuteremo attentamente le richieste che provengono dal territorio. Se le riterremo valide le accetteremo e in caso contrario le rigetteremo. A noi compete la tutela del territorio, al Comune la gestione e ai cittadini la gestione connessa ai diritti del loro status. Bisogna ragionare insieme al territorio». Come intendete valorizzare i siti archeologici di Raffe e Polizzello? «Tramite la creazione dei servizi previsti dall'assessorato ovvero parchi archeologici che gestiscono il territorio, e assieme a loro gestiremo le aree di nostra pertinenza. Noi saremo sempre competenti per la tutela e i parchi saranno competenti per gestione, valorizzazione e fruizione». A quando l'apertura del museo mai aperto? «L'ho appena visitato con una stretta al cuore, è una struttura importante e completa ed è chiaro che nei prossimi giorni ne discuteremo con la responsabile del settore archeologico, dott.ssa Guzzone per trovare il modo di mettere in circuito questo bene». L'assessore ai Beni culturali Misuraca conclude: «L'incontro di stamani era necessario per lo sviluppo di Mussomeli che deve guardare al suo futuro attraverso la valorizzazione dei propri beni culturali. Il sovrintendete ci ha suggerito come intervenire per recuperare il centro storico e si è parlato anche del vincolo attorno al castello a riprova che l'amministrazione non è lontana dai cittadini e si lavora per trovare una soluzione a tale problema. Il sovrintendente è stato sensibile ma è stato anche deciso nel ribadire che le leggi esistono e vanno rispettate senza privilegiare o danneggiare alcuni cittadini a discapito di altri». Roberto Mistretta 28102010