Una patologia accertata, una sospetta. "Chi ha lavorato prima del 91 si faccia visitare" Amianto al Teatro Comunale, saltano fuori i casi di due ex lavoratori, un elettricista e una donna che ha lavorato per due stagioni come aiuto macchinista, affetti da patologie sospette. E i rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori del Maggio (Rls), che da tempo seguono la vicenda, lanciano lallarme: da una parte distribuendo un questionario tra i dipendenti del teatro - stilato sulla falsariga di quelli dellInail - in cui si chiede se si ritiene di correre rischi da esposizione; dallaltra, come spiega Paolo Rombi, Rls del sindacato Uilcom, lanciando un appello ai lavoratori a farsi avanti, sottoponendosi a visite mediche per accertare eventuali malattie legate alle fibre damianto, fino al 1991 presente nella struttura di Corso Italia (ristrutturata dalla ditta Pontello negli anni 60), dove solo pochi mesi fa è finito lultimo intervento di bonifica e dove tuttavia persiste ancora dellamianto in condizioni di sicurezza. «Si sottopongano ai programmi di controllo previsti per gli esposti allamianto tutti quelli che hanno lavorato prima del 1991 al Comunale, ma anche tutti quelli che ritengono di essere entrati in contatto con lamianto nelle varie aree del teatro che dal 1999 in poi sono state interessate da lavori di bonifica come la sala mensa, il foyer del teatro, la sala ballo e la sala coro», dice Rombi, chiedendo anche alla soprintendente Francesca Colombo di interessarsi della vicenda. «Occorre contattare tutti quelli che hanno lavorato in teatro prima del 1991, quando iniziò la rimozione del soffittone che conteneva amianto sfarinato. Si peschi negli archivi, si chiamino una ad una le persone. Il tempo dincubazione di una malattia legata allesposizione da fibre damianto può essere molto lungo e si è ancora in tempo a prevenire qualcosa». Due i casi denunciati dai sindacati. Quello di Alfredo Magnanelli, 58 anni, elettricista al Comunale dal 1972 al 2000, a cui è stata diagnosticata «asbestosi con presenza di placche pleuriche» dovuta allesposizione a fibre damianto e a cui la stessa Inail ha già riconosciuto la «malattia professionale con invalidità»: «Ho lavorato per anni in locali in cui cera amianto polverizzato: avevo quattro colpi di tosse ogni tanto, il medico mi ha consigliato una Tac e ho scoperto il problema. Fortunatamente sto bene, mi sono mosso per tempo. Non chiedo danni al Teatro, chiedo che venga fatta una vera operazione trasparenza su tutti i lavoratori, anche gli ex», dice Magnanelli. Il secondo caso è quello di una donna che ha lavorato al Comunale come macchinista (non a diretto contatto col soffitto), nel 1989 e 1990: vive in Veneto, ha un tumore alle ovaie e ai polmoni. Per ora lInail non le ha riconosciuto la malattia professionale.