E tutto pronto: 33 musei stipati in una carta. Statali e comunali. Costo 50 euro, bus Ataf e tramvia inclusi. Con una offerta speciale: niente attese, niente code allingresso. La carta dà diritto a saltare le code. La prima emissione sarà in 100mila esemplari, validi fino alla fine del 2011, per un totale di 5 milioni di euro. E loperazione «card Firenze», il biglietto unico di cui si parla da anni. Dal quale Palazzo Vecchio conta di ricavarci circa 1 milione di euro. Sotto forma di interventi di manutenzione. Per il momento però la «card Firenze» è impigliata nella trattativa tra il Comune e il governo su tutte la partite culturali aperte: dal nuovo Teatro della musica in costruzione alla Leopolda al futuro della Pergola dopo la soppressione dellEti, fino alla agognata «tassa di scopo» sulla quale il sindaco Matteo Renzi nutre ancora molte speranze. E stata la finanziaria di due anni fa a parlare di tassa di scopo. Di qualche euro in più da far pagare ai turisti che soggiornano in città: se un Comune la chiede ed ha buone motivazioni per farlo, il governo può concederla. Roma lha ottenuta. E il sindaco Renzi, che progetta di ricavare molto di più delloperazione «card» - più o meno 15 milioni di euro - lha ufficialmente chiesta al sottosegretario Letta e al ministro Bondi. E se la richiesta andrà a buon fine lo sapremo presto: il cosiddetto «mille proroghe», il traghetto sul quale Renzi spera sia caricata anche la tassa di scopo fiorentina, è atteso tra un paio di settimane. Più o meno quando il ministro Bondi arriverà a Firenze per inaugurare «Florens 2010», la kermesse della cultura ideata dagli Industriali. Sul nuovo teatro della Leopolda il sindaco ha già ottenuto rassicurazioni: il governo garantisce una copertura fino a 190 milioni di euro. Un po meno di quelli che servirebbero, ma pur sempre un passo avanti. Ancora da sbrogliare invece la pratica della Pergola, passata sotto la gestione del ministero. Il teatro più prestigioso di Firenze che aveva già un accordo Gabriele Lavia andrà al Comune? Senza garanzie sulle risorse, è unipotesi audace. E in attesa che si appongano le firme sullintera partita culturale tra Comune e governo anche la «card Firenze» resta un progetto. Anche se già pronto a partire. Dagli Uffizi allAccademia, dalla Galleria Palatina a Palazzo Vecchio, dal museo archeologico alla Cappella Brancacci: chi acquisterà la card unica dei musei potrà scegliere tra 33 possibilità (se ne aggiungeranno altre via via) i musei da visitare nellarco di 72 ore. Cioè nel tempo massimo di 3 giorni. Perché un turista dovrebbe comprare la carta da 50 euro? In fondo un ingresso semplice agli Uffizi costa solo 6,50 euro, idem per il David allAccademia. La scommessa si gioca però tutta sulla possibilità di evitare le code. Lunghe ore e ore. «E tutto pronto - conferma la direttrice regionale Maddalena Ragni - manca solo laccordo politico tra sindaco e ministero. Per quanto riguarda Uffizi, Accademia, Palatina e Boboli gli incassi andranno tutti al polo museale, mentre quelli degli altri musei saranno ripartiti tra i due soggetti al 50 per cento». Più carte si venderanno e più soldi saranno spartiti. E se la partenza è con 100mila carte lobiettivo è conquistare la marea dei circa 5 milioni di turisti che ogni anno passano dai musei fiorentini. Una parte degli introiti, dice Ragni, saranno però reinvestiti sulla città. Finanziando anche gli interventi che fino ad oggi il Comune ha garantito con le proprie risorse: «So che cè una trattativa - conclude la direttrice - per smistare parte degli incassi del polo museale per interventi e opere da concordare con Palazzo Vecchio».