Conti in rosso. Boccata d'ossigeno per il Comune: 11 milioni per il mercato di via Torino Venezia. Palacinema, doppia stangata. Il governo: mancano 41 milioni. E slitta la vendita dell'ex ospedale PALACINEMA. «C'è una differenza di oltre 41 milioni di euro tra i costi preventivati e le risorse ad oggi disponibili per la costruzione del nuovo Palacinema del Lido». Lo scrive il governo, rispondendo all'interrogazione dell'on. veneziano Giuseppe Giulietti che chiedeva chiarimenti. Da registrare lo sfogo di Gianfranco Mossetto (Est Capital). «Impossibile lavorare al Lido». VIA TORINO Intanto il Comune tira un sospiro di sollievo dopo che la Campus, interessata all'area del mercato ortofrutticolo di via Torino, ha versato la seconda tranche di 11 milioni di euro per l'acquisizione dei terreni. «C'è una differenza di oltre 41 milioni di euro tra i costi preventivati e le risorse ad oggi disponibili per la costruzione del nuovo Palacinema del Lido». Lo scrive il governo, rispondendo all'interrogazione parlamentare dell'onorevole veneziano, Giuseppe Giulietti, portavoce di «Articolo 21». La risposta è arrivata ieri pomeriggio, durante la commissione Cultura della Camera, per bocca del sottosegretario alla Protezione civile, Guido Viceconte, presente in aula pure il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro. La replica consiste in un documento, di quattro cartelle, che da oggi (mercoledì) verrà pubblicato anche on line nel sito della Camera dei Deputati. II documento offre spunti importanti: anzitutto l'ammissione che sia in corso una rimodulazione del progetto, poi che vi siano dei ritardi, che però oggi non sono ancora quantificabili. Contrattempi che ad oggi hanno portato a una nuova sospensione dei lavori, per il rinvenimento di amianto, ma che non sono tali né da dichiarare la sospensione dell'opera, né da valutare una chiusura della fase commissariale. Dunque si va avanti, con un atto di conferma e fiducia verso l'operato del commissario Vincenzo Spaziante. Risposte che, tuttavia, non hanno confortato Giulietti, che, nell'interrogazione, chiedeva date certe sulla fine dell'opera. Nel testo, invece, non compare nessuna indicazione temporale. «Non posso che considerarmi radicalmente insoddisfatto della risposta ricevuta all'interrogazione - commenta Giulietti - in quanto non c'è alcuna indicazione sulla data di prevista per la fine dei lavori. II documento è semplicemente una relazione, sicuramente seria e dettagliata, probabilmente predisposta dallo stesso commissario, che racconta, con serietà e dettagli, tutto l'excursus dell'opera ma non dice cosa e quando verrà consegnata. A questo punto chiedo al ministro Bondi che convochi urgentemente una Conferenza dei servizi per fare, con tutti gli enti preposti, il punto sulla vicenda. Ormai pare assodato, infatti, che il progetto non potrà essere più quello previsto inizialmente e che vi saranno ritardi che attualmente, lo stesso governo, ha ammesso non è ancora impossibile quantificare».