Nuova lettera del sindaco Domenici al ministro Urbani:"La città deve sapere cosa è stato trovato" Un pozzo, un muraglione che potrebbe essere una delle porte della città romana, un bastione del perduto castello d'Altafronte. Poi qualche cadavere altomedievale e varie cassette di cocci di vasellame rotto e gettato nel fondo dei pozzo. E' quello che sarebbe stato trovato negli scavi archeologici in piazza del Grano, dietro le transenne di metallo arrugginito che delimitano il cantiere. Tutto qui? E" questo che blocca la nuova uscita della Galleria degli Uffìzi? La domanda se l'è posta anche il sindaco che ieri ha preso carta e penna e, per la seconda volta in pochi giorni, ha scritto al ministro Urbani. Che ancora non ha risposto neppure alla prima lettera. Leonardo Domenici chiede di rendere pubblica al più presto la relazione conclusiva sudi scavi archeologici in piazza del Grano. «Da quanto è emerso fino ad oggi commenta l'assessore all'urbanistica Ciurmi Bia-gi il valore dei reperti, seppur interessante, non è certo tale da pregiudicare la realizzazione dell'opera di Isozaki: e l'architetto comunque si era già detto disponibile a una piccola modifica del progetto per salvaguardare l'integrità della parte più pregevole dei ritrovamenti. Se le anticipazioni di autorevoli esperii corrispondono al vero, l'alibi degli scavi non regge più». Una settimana fa il sindaco aveva chiesto al ministro certezze: «Una chiara espressione in merito alla realizzazione dell'opera». Ma Giuliano Urbani non ha ancora dato alcuna risposta sulla decisione del governo riguardo alla nuova uscita degli Uffizi e al progetto dell'architetto giapponese Arata Isozaki. Così Domenici ha scritto di nuovo al ministro per conoscere gli esiti della campagna della soprintendenza ai beni archeologici nell'area in cui è prevista la realizzazione della Loggia. Esiti dai quali, come sostenuto dallo stesso Urbani nelle scorse settimane, dipenderebbe il futuro del progetto vincitore del concorso internazionale per l'uscita della galleria. La zona sud-est della città romana è oggi ben delineata grazie agli scavi fatti nel sottosuolo di Palazzo Vecchio dove ci sono le strutture del teatro e sotto la la torre della Pagliazza. in piazza Sam'Eli-sabetta, dove si vedono le vestigi a di un impianto termale, mentre nella cantina di in un palazzo in vi a Calimaruzza c'è la porta meridionale. Riusciranno i mattoni di Flo-rentia a fermare il cemento armato di Isozaki?