Un altro eco-bonus del 55 Il Governo lavora a un decreto da varare entro fine anno Giulio Tremonti si appresta a giocare la carta dello sviluppo. Il ministro dell'Economia vuole concentrare le risorse a disposizione nel decreto di fine anno che, annuncia il relatore della Legge di stabilità, Marco Milanese, «sarà approvato entro novembre». Ma non prenderà solo le vesti del "milleproroghe": verrà rafforzato da una serie di stanziamenti per far fronte anche alle ti-chieste di vari ministri che non hanno trovato posto finanziaria. E così, oltre alle spese inderogabili (missione all'estero, trasporti eccetera), al piano università, agli ammortizzatori sociali, agli sgravi per i salari di produttività, spuntano interventi che interessano non pochi contribuenti. Si tratta della proroga delle agevolazioni del 55 sugli interventi di risparmio energetico negli edifici. Gli eco-incentivi si traducono sostanzialmente in contributi per l'acquisto di beni orientati al risparmio: dal motociclo alla gru, passando per la cucina, gli elettrodomestici, il portoncino di ingresso, le porte finestre e le vetrine con capacità di isolamento e via dicendo. Il problema è come reperire questi 7 miliardi e passa di euro. Circa 3, secondo le ultime indiscrezioni, verrebbero reperiti da giochi, frequenze libere e Fas. Possibili finanziamenti anche a Cig, imprese e lavoratori dall'asta per le frequenze televisive. Come al solito si punta anche sui proventi dei giochi, ma qualcosa arriverà anche dai fondi Fas, quelli che dovrebbero essere utilizzati per le aree sottoutilizzate. E poi ci saranno rimodulazioni sulle spese. Molte le aspettative dei ministri delusi dalla Legge di stabilità. Nei giorni scorsi Tremonti, ha chiesto ai colleghi di far pervenire i propri "desiderata" che saranno valutati nel loro complesso e sottoposti a selezione. Inevitabile che si tenterà il classico assalto alla diligenza. Ma difficilmente il ministro dell'Economia andrà oltre le promesse fatte. Innanzitutto quella a Maria Stella Gelmini che chiede 800 milioni per la sua riforma dell'Università. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha fatto pervenire a via XX settembre una richiesta di 700 milioni per rimpinguare il fondo sociale, e servono i soldi per la proroga della cassa integrazione in deroga. Battono cassa anche il nuovo ministro dello Sviluppo, Romani, Stefania Prestigiacomo e Sandro Bondi.