Intervento provocatorio legato a un'iniziativa di marketing Roma. Gianicolo, busti bendati. "E' scomparsa la cultura» «Colpite» anche le statue di Belli e Trilussa «Mosca cieca» al Gianicolo: è il blitz «Roma bendata» che, ieri mattina, ha oscurato per qualche ora gli ottanta busti risorgimentali. L'operazione, a firma dell'ignoto gruppo «My Trastevere» (www.mytrastevere.com), ha lasciato al buio gli eroi garibaldini con foulard di cotone nero. Stessa copertura sui poeti Trilussa e Giuseppe Gioachino Belli. Polemiche sui festeggiamenti per il 150 anni dell'Unità d'Italia? Non proprio: gli autori della protesta come recitano i versi appesi al collo delle statue difendono «'A curtura»: basta con «cacio e Grande Fratello», con «1' abbiocco» intellettuale che i grandi del passato non guarderebbero certo volentieri. Crociata per l'arte, insomma, se non fosse che la boutade è una campagna di marketing virale. Con agenzia di comunicazione e «factory» di prossima apertura a vicolo del Bologna, nel cuore di Trastevere. «Mancava un luogo di aggregazione su progetti culturali argomentano gli ideatori così abbiamo pensato di offrire un'alternativa alla movida fine a se stessa». Marco Alfieri e il suo socio, trentenni del rione, hanno già scatenato la curiosità generale con l'intervento di guerriglia comunicativa e il tam-tam su Facebook (sono più di 300 le adesioni alla pagina «Moody»). Complici il bendaggio a sorpresa e altre azioni a catena: dalla performance sonora a piazza Trilussa al «fantasma della cultura» che, non più di una settimana fa, si aggirava per le strade del quartiere.
Una benda per i busti del Gianicolo
Un gruppo di persone, identificati come My Trastevere, ha organizzato un'operazione di marketing virale a Roma, avvolgendo con foulard di cotone nero le statue di eroi garibaldini e poeti del Risorgimento, come Giuseppe Gioachino Belli e Trilussa. L'azione è stata motivata da una critica all'arte e alla cultura, considerata "fine a se stessa" e "sopraffatta" dalla cultura di massa. I responsabili dell'operazione hanno affermato di voler offrire un'alternativa alla movida fine a se stessa e di aver creato un luogo di aggregazione per progetti culturali.
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