Giornata del Patrimonio audiovisivo ROMA Le immagini che raccontarono la Grande Guerra agli italiani, le prime sequenze dei nostri esploratori tra i ghiacci dell'Antartide, il sorriso del giovane presidente John Kennedy. Sono alcuni dei preziosi documenti conservati nell'Archivio storico Luce che potrebbero diventare beni protetti dall'Unesco al pari di tante bellezze naturali e artistiche. Nel giorno in cui in tutto il mondo, ma in Italia per la prima volta, si celebra la Giornata Mondiale del Patrimonio Audiovisivo, la Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco annuncia la candidatura dell'Archivio storico di Cinecittà Luce al Registro Memoria del Mondo, programma nato per valorizzare i più importanti fondi archivistici e bibliotecari del pianeta, luoghi in cui è custodita la memoria dei popoli e delle culture e quindi veri e propri patrimoni dell'umanità. «I materiali dell'audiovisivo hanno contribuito forse più di tutto alla costruzione dell'identità degli uomini del XX secolo spiega Giovanni Puglisi, presidente della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco . La fragilità di tali materiali hanno già condotto alla perdita irrimediabile di preziosi frammenti della nostra storia e della nostra memoria collettiva. Impedire ulteriori perdite è un imperativo categorico, insieme alla promozione della conoscenza e consultazione dei nostri archivi». L'Italia, pur a fronte di uno straordinario patrimonio, è decisamente sotto-rappresentata nel Registro Unesco, dove tra gli attuali 191 iscritti figurano solo la Biblioteca Malatestiana di Cesena e il Fondo di Mattia Corvino re d'Ungheria (diviso con altri quattro Paesi). L'Archivio storico Luce, uno dei pochissimi al mondo a mettere a disposizione gratuitamente via internet i suoi materiali, raccoglie due testate di cine-attualità cinematografiche tutte in originale: Giornale Luce (1927-1945) e La Settimana Incom (1946-1964) «Conservazione e restauro» non sono più compiti sufficienti, commenta l'ad di Cinecittà Luce Luciano Sovena. «Con la digitalizzazione e la diffusione delle rete dice va salvaguardata la natura veridica dei documenti conservati. Deve esistere un luogo credibile e serio di accertamento della loro completezza e autenticità. Ma non e sottraendoli alla consultazione che li si preserva».