I soldi stanziati non sono arrivati. Per questo la stele di Axum ancora si trova, smontata, nei magazzini di Ponte Galeria e non ha lasciato l'Italia per l'Etiopia. «La cifra già stanziata dal Ministero degli Esteri in realtà non è un cassa», dice il prof. Giorgio Croci, ordinario di tecniche delle costruzioni della facoltà di Ingegneria dell'Università "La Sapienza" di Roma e incaricato dello smontaggio e del rimontaggio della stele. «È comunque un problema di tempo e di fondi - ha spiegato - perchè la decisione di riportare la stele in Etiopia è già definitiva. Tutto il resto è polemica. Comprese le osservazioni riguardo allo stato di degrado del monumento di granito smontato in tre parti e custodito in un magazzino a Ponte Galeria un luogo protetto rispetto al precedente ed è chiaro che si tratta di una stele di granito che per secoli è stata esposta ad ogni tipo di intemperie». Secondo il professore i fondi previsti per il viaggio di ritorno della stele si «potrebbero sbloccare nei primi mesi del prossimo anno. La cifra dovrebbe aggirarsi intorno ai 2 milioni di euro - ha concluso Croci -, ma siamo ancora in attesa della decisione del ministero degli Esteri e dell'ufficio per la Cooperazione per lo sviluppo».
La stele di Axum è ferma: niente fondi
La stele di Axum, smontata e custodita nei magazzini di Ponte Galeria, non è stata inviata in Etiopia come previsto. Il Ministero degli Esteri aveva stanziato 2 milioni di euro per il viaggio di ritorno della stele, ma i fondi non sono arrivati. Il professore Giorgio Croci, incaricato dello smontaggio e del rimontaggio della stele, afferma che la decisione di riportare la stele in Etiopia è già definitiva, ma il problema è di tempo e di fondi.
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