Comune, Amia Essemme, Rangers: competenze frammentate, ville e aiuole ko Palermo in emergenza7 In organico 400 addetti, eppure non si trovano 20 mila euro per estirpare i ceppi degli alberi Allufficio Verde hanno rotto il salvadanaio. E hanno trovato solo 20 mila euro. Troppo pochi per acquistare il "cavaceppi", un attrezzo indispensabile per i giardinieri. Così i tronchi mozzi di centinaia di alberi, per esempio quello del ficus appena abbattuto in piazza Croci, restano in bella vista nelle aiuole. Il verde in abbandono è la settima delle dieci emergenze della città individuate da Repubblica: cè il Giardino Inglese, con i quattro ficus pericolanti, chiuso da oltre una settimana. Ci sono Villa Trabia e Villa Garibaldi con i grandi alberi transennati per il rischio di crollo rami. Ci sono i ficus di piazza Croci e piazza Marina potati radicalmente e le palme morte che nessuno abbatte. E poi ci sono i mille piccoli spazi verdi della città, molti affidati alla Gesip, in abbandono: dalla villetta di piazza Ignazio Florio agli alberi di piazza Vittorio Emanuele Orlando. Ma i disagi arrivano anche nelle case: gli interventi di potatura vanno a rilento e ci sono diverse zone, da via Cluverio a via Sammartino, dove i rami hanno ormai raggiunto gli appartamenti dei piani intermedi. Lassessore Francesca Grisafi allarga le braccia: «Facciamo tutto il possibile, ma le risorse che vengono destinate al verde sono sempre meno». Gli uomini non mancano: i giardinieri del Comune sono oltre 400. Ma non ci sono risorse né mezzi. Così il settore deve fare a meno del cavaceppi, mentre per le strade della città ci sono più di 400 palme uccise dal punteruolo rosso ma che nessuno abbatte. Per sradicarle serve una motosega, che costa dai 400 ai 900 euro e che ogni 40 giorni deve essere sostituita. Il Comune attende i fondi del Cipe per intervenire. Ma a danneggiare il verde è anche il caos amministrativo, con le competenze che rimbalzano da un ufficio a un altro: alcuni esempi? Se un albero è alto meno di due metri e mezzo viene curato dai lavoratori Gesip, ma se è più alto passa al settore Ville e giardini. Se cè una cartaccia dentro unaiuola deve pulirla loperaio Gesip, ma se è qualche centimetro più in là, sul marciapiede, allora la pulizia diventa compito di Amia Essemme. Il risultato è un degrado visibile con aiuole trasformate in cassonetti, piante che crescono selvagge oppure piene di fiori appassiti. Accade anche al parco della Favorita, emblema, secondo lassessore Grisafi, della confusione gestionale: con gli agrumeti affidati alla Gesip, piazzale dei Matrimoni allAmia e il resto del parco ai Ranger, pochi e senza risorse. Soffre anche il prato del Foro Italico che, dopo la visita del Papa, non è stato ancora traseminato: «Colpa del cattivo tempo - dice lassessore - Abbiamo affidato la gara da 10 mila euro alla ditta Palumbo, che però aspetta il sole per intervenire». Dopo la trasemina, il prato sarà transennato per almeno un mese. E transennati resteranno a lungo anche i ficus storici della città. Non ci si potrà più sposare sotto il grande ficus di Villa Trabia. E anche gli alberi del Giardino Inglese, dopo una potatura, saranno recintati con paletti di legno «per evitare interventi radicali». «Molti problemi del verde sono di vecchia data - dice la Grisafi - lamministrazione ha il merito di aver utilizzato per la prima volta metodi scientifici per curare gli alberi, per esempio attraverso lesame di stabilità che si chiama Vta, e di collaborare con lUniversità: basti pensare al ficus di piazza Marina adottato dalla Società nazionale di arboricoltura». Il Giardino Inglese dovrebbe tornare fra qualche giorno a ospitare jogger e bambini: «Attendiamo il nulla osta dei Beni culturali per le potature», dice la Grisafi. Che annuncia lapertura a breve di due nuovi spazi verdi: il roseto di Villa Terrasi e il Parco dOrleans.
PALERMO - Tanti giardinieri ma il verde muore
Il Comune di Palermo ha 400 addetti per curare il verde, ma non ha i mezzi per fare il lavoro. I giardinieri non hanno il cavaceppi per sradicare gli alberi e i tronchi restano in aiuole. Il verde è in abbandono, con aiuole trasformate in cassonetti e piante selvagge. Il parco della Favorita è un esempio di confusione gestionale, con competenze che si spostano da un ufficio all'altro. Il prato del Foro Italico non è stato ancora traseminato dopo la visita del Papa. I ficus storici della città saranno recintati con paletti di legno per evitare interventi radicali. Il Comune attende i fondi del Cipe per intervenire, ma la situazione è critica.
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