Francesco Nucara è Segretario nazionale del Pri «I tanti smemorati ricordino che il piano energetico regionale esclude il carbone» Tanto rumore per nulla. La centrale a carbone di Saline Joniche non è realizzabile e non si realizzerà: per motivi tecnici, paesaggistici, politici e ambientali. È pur vero che la Commissione di Via del ministero retto dall'on. Prestigiacomo ha dato parere favorevole ed è ancora più vero che il ministro dei Beni culturali ha espresso parere negativo, parere vincolante e non superabile se non attraverso una decisione del Consiglio dei ministri. Ricordiamo a tanti smemorati o disinformati che il Piano energetico regionale in vigore esclude realizzazioni di centrali a carbone. Quali che siano gli interessi dei pochi favorevoli alla centrale, ricordiamo che contro la centrale si era espresso l'ex sindaco Scopelliti, oggi presidente della Regione e altrettanto negativamente si era espressa la Provincia. Contro sono tutte le associazioni ambientaliste come contro si era espresso il Pii. Orbene, la Calabria, come ha evidenziato il Corriere della Sera, ha un surplus energetico di 4.193,2 giga watt, la Lombardia ha il maggior deficit fra tutte le regioni industrializzate con 21.082 giga watt. La domanda è questa: è opportuno che la Calabria diventi la pattumiera d'Italia? Oltre al surplus sopraddetto, sono in costruzione altre due centrali a gas (Rizziconi e Scandale), si vuole potenziare la centrale di Rossano, è previsto il rigassificatore a Gioia Tauro, dove si dovrebbe raddoppiare il termovalorizzatore per bruciare i rifiuti della Calabria producendo ulteriore energia. Nessuno peraltro ci indica un piano di sviluppo industriale dal quale dedurre che la Calabria potrebbe avere bisogno di energia. Non risulta sia stata fatta la valutazione per sapere se le emissioni della centrale raggiungano Reggio Calabria. Aggiungiamo infine che l'intera Calabria è attraversata da un elettrodotto che dovrebbe far giungere energia elettrica in Sicilia. Forse bisognerebbe tener conto anche dell'inquinamento elettromagnetico. Ricordo le riunioni al ministero dell'Ambiente con i sin-daci dei comuni del Parco della Sila che osteggiavano il passaggio dell'elettrodotto della Tema. In aggiunta i rifiuti tossici - ha verificato la Commissione sulle ecomafie - che abbiamo ricevuto dalle ecologicamente perfette industrie del Nord, e infine le navi dei veleni. E mentre pensiamo a inquinare, a Reggio Calabria il turismo, nel mese di aprile, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, è diminuito del 30. Ai miei colleghi parlamentari chiederei piuttosto di battersi per le infrastrutture: ponti, aeroporti, autostrade, ferrovie, ecc. Se perdessimo quel poco di turismo che ancora esiste sarebbero guai seri. La centrale non inquina: sarà vero? A un componente della Commissione Via che sosteneva questo assunto, ho chiesto se, realizzata la centrale a carbone, egli fosse disposto a comprarsi una villa da quelle parti. La riposta: non sono così matto! Nella prossima primavera si voterà per l'amministrazione provinciale e per il Comune di Reggio; il Pri sosterrà chi nel suo programma dichiarerà apertamente il proprio diniego a questo ulteriore vulnus ai danni di Reggio.