Soprintendenza, una pratica per due L'indagine del pm Colaiocco è partita dai permessi facili concessi nel municipio XII Istruttoria parallela. Così si chiama il sistema per ottenere i permessi facili dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici del Lazio, finita sotto i riflettori della Procura di Roma La denuncia è arrivata da uno dei funzionari che ha l'incarico di vigilare sulle autorizzazioni edili dell'Agro Romano. «Nel 20081a Nuova Natura Srl», racconta l'architetto che ha scatenato la bufera giudiziaria, «fa domanda per il notevole aumento della cubatura di una piscina del Gav Sport City a Trigoria, in vista dei Mondiali di Nuoto. Al progetto mancano però alcuni allegati fondamentali, come la relazione paesaggistica e le carte che dimostrino che la piscina non sia abusiva. Mi sono solo limitato a richiederle, come dice la legge». Passano oltre sei mesi e questi documenti non arrivano mai. Arriva invece una nuova domanda della stessa società, per lo stesso progetto, ma firmato da un architetto diverso. E qui la procedura diventa sospetta. Viene aperta una nuova pratica parallela, che il Soprintendente assegna però ad un funzionario diverso, non competente su Trigoria, per portare avanti l'istruttoria e concedere l'autorizzazione. «Il problema è che la prima pratica non si è mai chiusa», continua l'architetto. «L'apertura di istruttorie parallele è una prassi fin troppo comune in questo ente. Gli imprenditori lo sanno bene. E così che si è costruito a Roma in questi anni». Un modo per snellire la burocrazia o un sistema per favorire operazioni non completamente lecite? Sarà il magistrato a fare chiarezza. «Sono estranea a tutti gli episodi contestati», risponde l'ex Soprintendente Federica Galloni, «nessuno ha mai facilitato le autorizzazioni a costruire nell'Agro Romano. Si tratta di calunnie e qualcuno ne risponderà in tribunale». Una denuncia che non sorprende l'alto funzionario dei Beni Culturali. «A fronte di dieci richieste di autorizzazione edilizia che arrivavano all'ufficio di quell'architetto, ricevevo dieci ricorsi. Un tormento». Così la Galloni descrive il funzionario che l'ha denunciata per aver concesso troppi permessi facili. «Una persona nota per i suoi eccessi di zelo. Sono sicura che questa sua azione legale finirà con un buco nell'acqua». La dirigente ha già dato mandato ai suoi legali per la controffensiva. Simile la reazione dell'altro ex Soprintendente chiamato in causa, Luciano Marchetti. «Sono stato responsabile per soli otto mesi nel 2004», racconta, «e non ricordo nessuna autorizzazione problematica». Diversa è la ricostruzione dei fatti giunta sulla scrivania del sostituto procuratore Sergio Colaiocco, che ha aperto un'indagine su alcune autorizzazioni concesse nel Municipio XII. Certo è che questa denuncia non combacia con la fama che la Galloni si è fatta nell'ambiente in questi anni: un funzionario rigoroso che all'inizio dell'anno ha posto un vincolo sull'intero Agro Romano che ha scatenato oltre trenta ricorsi. Tra l'Ardeatina e la Laurentina oggi è molto più difficile costruire, i progetti devono rispondere a molte più norme per convivere con un paesaggio che custodisce tesori millenari, come Tor Pagnotta e Tor de' Cenci.