Iniziativa di Riccardo Dalisi, cinquanta firme di intellettuali e L'idea di un parcheggio all'interno dell'antica Villa Giannone non va giù a intellettuali e professionisti, che si si sono uniti in un appello corale rivolto alla Soprintendenza per i Beni architettonici guidata da Stefano Gizzi e al Sindaco Rosa Russo Iervolino. «Costruire quel parcheggio (che conterrà cinquanta box interrati ndr) vuol dire manomettere un luogo prezioso. Un segno di civiltà verrebbe cancellato, un luogo vero rischia di diventare un "non luogo", monco, morto, al di là di maldestri tentativi di riaggiustamenti», recita la missiva spedita a firma di una fetta rappresentativa di società civile. L'architetto Riccardo Dalisi, è il capofila dell'iniziativa volta a salvaguardare la villa di via Annibale Caccavello al Vomero, assieme a lui numerosi docenti dei principali atenei, come Francesco Barbagallo, Aldo Masullo, Marcella Marmo. Oltre cinquanta nomi di grande levatura come Vezio De Lucia, Aldo Capasso, Giovanni de Franciscis, Cesare de Seta, Guido Donatone, Sergio Marotta, Renato Carpentieri e tanti altri. Tutti chiedono che l'area vada salvaguardata da progetti che ne modificano l'originaria funzione. «Villa Giannone non va violata, è parte integrante della storia del Vomero, rimanda a quel lato dolce, silenzioso dell'architettura settecentesca, a quell'aleggiante senso di unità tra cultura e vita civile tanto oggi disattesa. La villa dell'autore di Storia civile del regno di Napoli, Pietro Giannone, non dovrebbe essere toccata per un'inversa "Storia delle inciviltà napoletane dell'oggi". Pretendiamo che venga impedito un crimine e rivendichiamo il rispetto ed anzi la cura di quel luogo che è anche cura dell'anima», prosegue il documento di quello che a tutti gli effetti può essere considerato il manifesto di Villa Giannone.