Siracusa. Gara d'appalto per la valorizzazione e lo sviluppo dei siti Unesco della Val di Noto SIRACUSA. Bisognava chiudere il cerchio, formalizzare una vittoria. Il sud-est, quel distretto culturale che l'ex assessore regionale ai Beni Culturali, Fabio Granata, aveva caldeggiato (era il 2002) fino a legittimarne l'assetto, arrecava in sé un nobile auspicio: premiare la Sicilia barocca, fino a renderla patrimonio globale. Ed è a quel punto che subentrò l'Unesco, «le città tardo barocche» del Val di Noto divennero un sito, il sito che avrebbe fatto parte della World Heritage List. Però era un'impresa a metà, mancava uno strumento vivo, in progress, capace di regolamentare le operazioni di rivalutazione del luogo, sotto diversi profili, economico, turistico dunque, gestionale. E lo strumento fu redatto. La Sovrintendenza di Siracusa, che del progetto ne ebbe il coordinamento scientifico, si adoperò in questa direzione, si aspettava il placet verso la stesura ufficiale di un piano gestionale. Il Ministero dei Beni Culturali ha finanziato quella che potrebbe definirsi la prosecuzione del lavoro in progress, messo a punto già in una prima fase, con la collaborazione dell'associazione degli Industriali, con la Civita e in accordo con la Regione Sicilia. Sicché lo stesso Ministero ha, in questi giorni, aggiudicato la gara per l'avvio del piano gestionale all'associazione Mecenate 90. Una gara alla quale hanno partecipato diversi soggetti e che è stata la prima iniziativa adottata in ottemperanza ad una precisa direttiva dell'Unesco. E' un traguardo giacché le città del Val di Noto vogliono restare in lista e lo strumento, il piano gestionale, servirà allo scopo. Gli otto comuni (divisi tra la provincia di Siracusa, Ragusa e Catania) sono di fatto pionieri nell'adozione di un sistema di coordinamento, diventando una sorta di laboratorio. Il piano di gestione fornirà una pianificazione territoriale per la salvaguardia e la valorizzazione del sito; indicherà le strategie da implementare, verifìcando le condizioni necessarie per definire in maniera integrata il programma delineato. In particolare, si partirà da un'analisi approfondita delle caratteristiche dell'attuale sistema di gestione per arrivare all'attuazione di programmi a medio e breve termine. L'incarico avrà una durata di dodici mesi e sarà svolto in costante collaborazione con la Sovrintendenza di Siracusa ed il Comune di Catania, al quale è affidato il coordinamento amministrativo. «Abbiamo incontrato i sindaci degli otto comuni - ha detto Martella Muti, Sovrintendente di Siracusa - L'Unesco fa verifiche biennali, vogliamo rimanere nella lista. Il piano di gestione era un progetto per niente semplice da realizzare».