Militanti, fedelissimi o catanesi così funziona la fabbrica degli incarichi Premiato chi lascia altri partiti per aderire alla formazione del presidente Competente, certo. Ma soprattutto simpatizzante dellMpa (meglio ancora se iscritto) e catanese. Non necessariamente in questordine. Eccoli, i requisiti giusti per entrare nella fabbrica degli incarichi di Raffaele Lombardo. Una fabbrica che lavora senza sosta. Alti burocrati, consulenti, presidenti di enti e società regionali: così il presidente autonomista, e sempre più autonomo nelle scelte, ridisegna a sua immagine e somiglianza il volto dellamministrazione regionale o pararegionale. Facendo infuriare gli oppositori costretti a coniare rancorosi nomignoli («Arraffaele»), mettendo allangolo gli alleati già rassegnati a raccogliere le briciole, suscitando persino il malessere dei suoi colleghi di partito. Il deputato regionale Salvatore «Totò» Lentini aveva provato a lasciare lMpa nella primavera del 2009 ma rientrò quasi subito, dopo essere stato raggiunto da un fulminante "stigghiolaro" da parte del capo. Stavolta dice che non tornerà indietro e condisce laddio con toni da derby: «È incredibile. Ogni postazione, ogni casella possibile è stata occupata da catanesi». Accusa naif, forse. Ma Lentini ha preparato addirittura un dossier sulla via etnea al sottogoverno. Che si apre con il capitolo sanità. Con la nuova società che si occupa del 118, la Seus, presieduta da Gaetano Bonfiglio, ex primario di Ortopedia e commissario dellMpa a Gravina di Catania. Poi Sviluppo Italia, guidata da Marco Belluardo, già assessore comunale a Catania (in quota Mpa, of course) e noto anche alle cronache giudiziarie. A Belluardo, il 3 giugno 2009, il boss di San Lorenzo Giuseppe Liga (in carcere per associazione mafiosa) confidava la sua soddisfazione per lincontro avuto con Lombardo a Palazzo dOrleans. «È andato tutto abbastanza bene...». È catanese anche il nuovo responsabile dellistituto zooprofilattico, Antonino Salina, già direttore del settore di sanità pubblica veterinaria dellAsl etnea. E, per rimanere nellambito di società ed enti di cui dal 2008 viene annunciato periodicamente lo scioglimento, ecco il caso di Sicilia e-servizi, spa di importanza strategica nello scacchiere regionale: retta dallingegnere Emanuele Spampinato, titolare di unazienda informatica nel Catanese e candidato alle Regionali 2008 nella lista «Sicilia forte e libera» collegata a Lombardo. Quindi i Mercati agro-alimentari, affidati da Lombardo a Mario Chisari, assessore comunale dellMpa appena defenestrato da Stancanelli e candidato alle Regionali del 2008. Non sfugge allidentikit Ottavio Garofalo, ex parlamentare di Forza Italia passato allMpa e di recente gratificato - dopo una sfortunata candidatura sotto le insegne della Colomba - con il ruolo di vicepresidente di Cape Sicilia. Daltronde, Lombardo premia sempre i transfughi che abbracciano la causa autonomista. Come dimostrato da Giancarlo Granata, ex parlamentare di An candidato dallMpa alle Regionali, non rieletto e quindi ricompensato con la presidenza di Multiservizi. La commistione fra politica e amministrazione è una regola, nellera lombardiana: Fabio DAmore, responsabile dellMpa a Messina, è anche il commissario dellente fiera. Mentre Gaspare Noto, segretario del movimento per lautonomia a Trapani, guida il locale istituto autonomo case popolari. La strada, daltronde, lavevano aperta Nicola Vernuccio e Rossana Interlandi, ex referenti del partito a Palermo e Caltanissetta nominati ai vertici dellamministrazione regionale con il ruolo di dirigente generale: finiti anche loro nel frullatore di nomine, revoche e incarichi a interim che ha sconvolto negli ultimi anni la mappa della burocrazia regionale. Per intenderci: in due anni e mezzo il dipartimento del Personale ha cambiato quattro titolari (Liotta, Lo Nigro, Tozzo e Bologna), così come il dipartimento dei Beni culturali (Palma, Russo, Emanuele, Campo) mentre alla segreteria generale - ruolo apicale dellamministrazione - si sono avvicendati tre dirigenti (Taormina, Russo ed Emanuele). E cambia, con frequenza, pure lelenco dei consulenti del presidente. Anchessa si può scorrere seguendo la pista catanese o cercando le tracce di una militanza nellMpa. Fra i nominati, per una consulenza in materie sociali, Pietro Garonna, già commissario dei giovani del movimento a Palermo, Serafina Perra - ex assessore provinciale dellMpa a Catania - e Adolfo Messina, giornalista chiamato da Palazzo dOrleans per un incarico corredato da una lunga motivazione: «Comunicazione nel settore della tecnologia e della telematica per la revisione, in particolare, dei processi organizzativi interni e delle relazioni con organi esterni». Messina dal 2000 al 2005 ha lavorato come coordinatore di segreteria, al Senato, di Pino Firrarello ed è stato addetto stampa della Waste Italia, la società che avrebbe dovuto realizzare il termovalorizzatore di Paternò. Messina avrebbe contribuito a svelare i retroscena dellaffaire inceneritore, quel «caso Paternò» che Lombardo ad aprile ha portato in aula, allArs, additando proprio Firrarello come grande orditore di manovre nei suoi confronti. Il primo giugno Messina ha avuto un contratto da consulente per cinque mesi.