La scoperta è di un paleontologo, Andrea Tintori "Ora studieremo quellanimale per capire tutto di lui" "Somiglia allantenato di un coccodrillo, si vedono bene forma, lobi nasali e denti" La roccia proviene dal Monte San Giorgio, a Arzo, famoso per resti inglobati negli strati «In un primo tempo pensavo potesse trattarsi di un ittiosauro (un grosso rettile marino), ma ora sono convinto che può trattarsi di un dinosauro», continua il paleontologo. Osservandolo in quelle condizioni non è possibile dire molto di più, nemmeno se era un dinosauro carnivoro o erbivoro. Certo è che si vedono bene la forma del suo cranio, i lobi nasali e i denti, numerosi. Il cranio se ne sta nella parte bassa della balaustra e quel che è interessante è che al di là dellingresso dellaltare si osserva unaltra sezione del medesimo cranio. «Probabilmente si tratta della stessa lastra di roccia, che è stata aperta in due e usata per costruire i due lati opposti della balaustra», spiega Tintori. In base alle prime osservazioni il cranio è ben conservato nella roccia e per nulla deformato dallo schiacciamento. Lo testimonia la struttura ossea dellanimale, che si può osservare anche ad occhio nudo. Ma approfondimenti successivi potranno venire dallestrazione del blocco di roccia per portarlo in laboratorio. LEni ha dato la propria disponibilità per sottoporre il cranio a una Tac che lo renderebbe visibile in 3 dimensioni. Ciò svelerebbe lo stato di conservazione reale allinterno della roccia e addirittura la sua morfologia. Poi se le condizioni lo permettono, si potrebbe passare alla pulitura del fossile per studiarne in dettaglio lanatomia. La roccia nel quale si trova il cranio è chiamata "Broccatello dArzo". Si tratta di una roccia calcarea, massiccia, prevalentemente rosacea, che si formò nel periodo geologico chiamato Liassico, circa 180 milioni di anni fa. Il colore del minerale è dettato dalla presenza o meno di pigmenti di ossidi di ferro. Allinterno racchiude molti fossili biancastri, tra cui brachiopodi e i crinoidi, ma lambiente in cui formò (acqua basse di un mare molto vasto) non erano quelle in cui vissero i dinosauri, per cui è ipotizzabile che il cranio vi finì trasportato da un qualche evento meteorologico straordinario. Arzo, da dove proviene il blocco, si trova attualmente in Canton Ticino, ma ai tempi della costruzione dellaltare faceva ancora parte del Ducato di Milano, come peraltro testimoniano moltissimi altari delle chiese lombarde costruiti in quel periodo. Oggi il territorio del Paese fa parte del sito Unesco transnazionale del Monte San Giorgio, riconosciuto di importanza mondiale proprio per i fossili che risultano essere molto antichi e del quale Tintori è coordinatore scientifico. «Estraendo questo fossile - continua il paleontologo - potremmo scrivere una nuova pagina della storia della nostra penisola. Il progetto per il recupero ha già avuto il nulla osta dalle varie Soprintendenze coinvolte e dalla Curia, ma ora il problema è trovare i fondi per i lavori. Dopo lo studio limportante resto sarà visibile presso il Museo del Duomo di Vigevano. E due lastre di Broccatello estratte dalla medesima cava di Arzo andranno a rimpiazzare quelle dove ha riposato per secoli un animale davvero interessante».
MILANO Vigevano, un dinosauro nascosto nella balaustra
Un paleontologo ha scoperto un fossile di un animale che potrebbe essere un dinosauro. La roccia in cui si trova il fossile proviene dal Monte San Giorgio, a Arzo, in Svizzera. Il fossile è stato trovato in una balaustra, una struttura costruita dagli antichi, e si trova nella parte bassa della balaustra. Il cranio del dinosauro è ben conservato nella roccia e si può osservare anche ad occhio nudo. Il paleontologo, Andrea Tintori, sta studiando il fossile e spera di poterlo studiare in dettaglio una volta che sarà stato estratto dal blocco di roccia.
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