La parrocchia di San Giovanni Battista del '700 rimessa a nuovo con interventi seguiti dalla Soprintendenza Ripuliti gli affreschi, l'orologio del campanile e rifatto il tetto Il parroco don Pizzini: «Adesso è come entrare in una casa» È stato un restauro a tempo di record quello della chiesa San Giovanni Battista, parrocchiale di Erbè. I lavori, iniziati nel novembre del 2009, si sono conclusi con la grande inaugurazione organizzata in tre momenti di incontro. Venerdì alle ore 20.30 nella Sala Noi è stato presentato il lavoro di restauro. Sabato alle 18 è stata celebrata la messa solenne da monsignor Giuseppe Zenti, vescovo di Verona. Domenica alle 20.30 si è tenuto un concerto musicale. Nell'arco dimeno di un anno, la chiesa settecentesca, in estrema necessità di risanamento, è stata riportata ad una magnificenza solenne. «Non è stata un'operazione mirata a restituire l'immagine della chiesa come era all'inizio del '700, ma a dare una pulizia e una lucentezza che potessero invogliare i fedeli ad entrare, a sentirsi bene come a casa. Prima era impossibile perché l'oscurità delle pareti, lo sporco che da decenni si era depositato non davano adito ad una buona accoglienza», dice il parroco uscente don Luigi Pizzini che sarà sostituito, dopo l'inaugurazione, da un nuovo parroco. I lavori sono stati imponenti ma anche minuziosi «come per la messa in ordine della parte decorativa globale, di Giuseppe Resi, con l'affresco la "Predica di San Giovanni" nella volta, la "Cena di Emmaus" nella lunetta, gli affreschi delle paraste, la spugnatura su fondi architettonici. Infatti l'interno della chiesa era stato pensato con una continuità decorativa, come un unicum di grande armonia», spiega l'architetto Paolo Giacomelli, che ha seguito l'intero restauro della parrocchia. Tutto edificio è stato risanato. All'esterno con un lavoro di deumidificazione, con il rifacimento del tetto, la sistemazione del campanile, della cuspide, con la pulizia dell'orologio, con la ridipintura originale della facciata. È stata realizzata anche una rampa di accesso per i disabili. All'interno, oltre agli interventi sui lavori del Resi, sono stati sistemati e ripuliti il soffitto, le pareti, gli altari laterali. Sono state sostituite le vetrate che con la loro luminosità conferiscono un valore aggiunto agli affreschi. E installato un impianto di illuminazione che permette l'utilizzo della chiesa in varie modalità, dalla luce soffusa per la meditazione e la preghiera, alla luce gloriosa della messa e della festa. L'automazione dell'impianto permette variazioni infinite sugli affreschi, il puntamento sui particolari, la visione generale. È stato migliorato anche l'impianto sonoro perché la celebrazione religiosa possa avere un riscontro anche dal punto di vista auditivo. Ma sotto l'elencazione degli interventi, c'è il tessuto dell'accurato controllo della Sovrintendenza e il sostegno finanziario di vari Enti fra cui la Regione Veneto, la CEI, la Fondazione Cariverona. «Spetta ora al futuro il rifacimento della piazza, dei marciapiedi, dei giardini» dice don Luigi Pizzini. Per ora rimane solo da prendere atto di come la chiesa parrocchiale di Erbè sia diventata un'autentica gemma.