Lo Stato Pontificio rinuncia a partecipare alla prossima esposizione d'arte contemporanea Ritardi organizzativi, impossibile trovare una sede 'laica'. «Per dare un segnale di apertura non volevamo una chiesa» Caputo, il direttore del museo diocesano: «Non è una rinuncia definitiva. Alcuni segnali comunque saranno dati» Baratta: «Forse l'eccesso di adesioni da parte degli artisti può aver messo in crisi l'organizzazione» Lo Stato del Vaticano non parteciperà alla 54 Mostra Internazionale d'Arte di Venezia, in programma dal 4 giugno al 27 novembre 2011. La notizia era nell'aria da molto tempo, come riferito ne "Il Gazzettino " del 19 luglio scorso, ma adesso si è avuto la conferma ufficiale da entrambe le istituzioni coinvolte, la Biennale e lo Stato del Vaticano. «È sicuro», afferma con decisione il presidente della Biennale Paolo Baratta, che non ha dubbi in proposito, salvo poi chiedersi il motivo di questa defaillance. «La motivazione più probabile - aggiunge - è che l'eccesso di adesioni da parte degli artisti abbia messo in crisi l'organizzazione». La conferma arriva anche da monsignor Gianmatteo Caputo, direttore del Museo Diocesano e responsabile della Promozione dei Beni Culturali per la Diocesi di Venezia. «È vero. Lo ha comunicato per scritto, una settimana fa, il cardinale Gianfranco Ravasi, responsabile della cultura per il Vaticano. Non è una rinuncia definitiva, c'è l'intenzione di partecipare all'edizione del 2013. Alcuni segnali, comunque, saranno dati, utilizzando le chiese disponibili, anche nel 2011». Il motivo della rinuncia? Ritardi organizzativi, soprattutto nel reperire un padiglione adatto perché, secondo monsignor Caputo, il Vaticano non vuol usufruire di una chiesa, per dare un segnale preciso che non si tratterebbe di un evento circoscritto all'ambito ecclesiastico, ma aperto alla realtà esterna. In passato era anche stata sondata la disponibilità della Fondazione Cini. Di sicuro non si tratta di un fatto ideologico: la Biennale vedrebbe ulteriormente accresciuto il suo prestigio dalla partecipazione del Vaticano, anche se Baratta rimane dell'opinione che il terreno d'elezione per la chiesa sia l'architettura. «Potrebbe qualificare intere periferie urbane, come è avvenuto a Roma con la chiesa di Richard Maier, purtroppo rimasto un esempio isolato». Per la chiesa la marcia di avvicinamento all'architettura e all'arte contemporanea risale a Papa Paolo VI. Lo si è ricordato nel recente convegno "Arte Architettura Liturgia - esperienze internazionali a confronto" che si è tenuto il 21 e 22 ottobre al Museo Diocesano di Venezia. Vi ha partecipato anche Jannis Kounellis , uno dei maestri dell'arte povera, che di recente ha realizzato, secondo il suo stile, una cattedra vescovile per la cattedrale di Reggio Emilia, per la quale sono state commissionate opere anche a Ettore Spalletti, Claudio Parmiggiani e Hidetoshi Nagasawa.