Opinioni decisamente contrastanti tra i residenti a ridosso del Pian di Spagna Una distesa pianeggiante, verde, circondata da due laghi e dalla vegetazione rigogliosa. È così che si presenta all'occhio del turista la riserva naturale Pian di Spagna, l'area protetta che si estende tra il Lario e il Lago di Mezzola, a cavallo tra le province di Como e Sondrio. Considerata una delle riserve naturali più importanti di tutta la regione e habitat naturale di diverse specie animali e vegetali, questa zona pianeggiante e ricca di acqua sembra essere l'ideale non solo per lunghe passeggiate e pic-nic nella natura, ma sarebbe idonea alla realizzazione di una centrale nucleare, come emerso da un dossier del ministero dello Sviluppo Economico. Secondo le indiscrezioni, infatti, è proprio in questi territori che i tecnici romani starebbero valutando la possibilità di creare uno dei tre impianti previsti per la Lombardia. Un'ipotesi tutta da confermare, ma che al momento ha creato scompiglio e discussioni in paese. Sono divisi i residenti, in merito: c'è chi è nettamente contrario, ma anche chi considera la centrare un'opportunità da non perdere per lo sviluppo di una zona depressa a livello economico e demografico. «È una notizia che ovviamente crea allarme tra i cittadini spiega Andrea Bonetto, farmacista di Sorico il timore di problemi di natura sanitaria c'è sempre, senza contare il fatto che non mi sembra il caso di installare una centrale nucleare in una riserva naturale e incontaminata. Già abbiamo poche aree verdi». Bocciatura senza se e senza ma, anche per il postino di Sorico, Luigi Nese, che oltretutto mostra di essersi informato sulla questione, tanto da citare il commento del governatore della Regione Lombardia, pubblicato ieri su queste pagine. «Formigoni dice che la Lombardia è già autosufficiente dal punto di vista energetico: non vedo il bisogno, quindi, di lavare i panni sporchi degli altri nelle nostre terre spiega ci sono altre forme di energia alternativa da considerare, come l'eolico o il solare, meglio evitare di aprire questo vaso di Pandora del nucleare». Al gruppetto degli antinuclearisti va aggiunto quello dei dubbiosi: una frangia piuttosto numerosa in paese e formata da tutti i cittadini che, in linea teorica, non pensano che le centrali siano il male assoluto ma che, in pratica, non le vogliono vicino alla loro casa. «Se dovessi scegliere preferirei non avere una centrale qui a Sorico anche perché se dovesse succedere un minimo incidente i primi a subirne le conseguenze saremmo noi commenta Aldo Spavioli basti vedere quello che è accaduto a Chernobyl». La pensa così anche Augusto Galli che, mentre aspetta di bere un caffè, proprio in un ristorante del Pian di Spagna, riflette: «Sicuramente starei meglio senza centrale nucleare perché, bene o male, ci saranno degli svantaggi, soprattutto per la salute. Al tempo stesso aggiunge da qualche parte in Italia bisognerà trovare un posto in cui crearle e qualcuno dovrà rimetterci, anche perché non possiamo continuare ad essere schiavi del petrolio». Camminando per le vie del paese, infine, non manca il partito dei favorevoli alla futura e ipotetica centrale nucleare comasca, tra chi pensa che potrebbe portare finalmente nuovi posti di lavoro e chi è convinto che la mentalità italiana, sul tema, sia arretrata e provinciale. «Non avrei nulla in contrario a proposito di una centrale nel Pian di Spagna spiega Valerio Koradi la gente è rimasta a Chernobyl, mentre gli impianti moderni funzionano bene in tutto il mondo. L'unico dubbio riguarda la collocazione della struttura nella riserva naturale, ma solo per un problema estetico, non perché io tema una contaminazione». Punta sulle potenzialità economiche, invece, Franco Rossotti, secondo il quale: «Se la centrale viene costruita in maniera sicura e senza la possibilità che crei pericoli, per me non c'è nulla di male, anzi, noi della zona ne abbiamo solo da guadagnare. Del resto aggiunge viviamo in un mondo in cui quasi tutti hanno il nucleare, basti vedere quanti impianti ci sono in Francia, perciò è inutile vietarli in Italia se poi ne siamo circondati». «Potrebbe essere un'alternativa lavorativa per i nostri giovani che non hanno più sbocchi, visto il numero di ditte della zona che hanno chiuso i battenti gli fa eco Pierangelo Copes D'altro canto una simile costruzione potrebbe ridurre il numero di turisti che vengono per la riserva naturale, senza contare le radiazioni che si aggiungerebbero a quelle del Telespazio». Centrale nucleare a parte, infatti, la riserva del Pian di Spagna deve già convivere da anni con le gigantesche parabole di Telespazio, il centro comasco specializzato in comunicazione satellitare che ha sede proprio all'interno della pianura e che da sempre viene additato dai cittadini della zona come produttore di radiazioni nocive o, quantomeno, come nota stonata nel cuore della riserva. Camminando per i sentieri del parco, infatti, non è difficile scorgere un cavo dell'alta tensione o un'antenna parabolica, accanto a un allevamento di mucche, un maneggio dei cavalli o ai numerosi canneti che si susseguono sulla pianura. Un accostamento alquanto bizzarro, insomma, che potrebbe diventare ancora più evidente nel caso in cui le ipotesi di una centrale nell'Altolago diventassero realtà. Alessandra D'Angiò Mascetti: «Mai contattati, per la Provincia l'ipotesi non esiste» Le reazioni degli amministratori Netto il vice di Villa Saporiti. Verdi e il sindaco di Sorico contrari, Centro Volta possibilista «La Provincia non ha mai ricevuto alcun documento né ufficiale né informale relativo al possibile uso del territorio per attività legate alla produzione di energia nucleare». Paolo Mascetti, assessore provinciale all'Ambiente, chiarisce che le istituzioni locali non sono mai state contattate nell'ambito delle valutazioni per la scelta di possibili siti nucleari. «Agli uffici non è arrivata alcuna proposta né richiesta di informazioni dice il vicepresidente di Villa Saporiti Se fossero state fatte verifiche ufficiali immagino che saremmo stati informati. Tra l'altro, non si è mai accennato al nucleare neppure nell'ambito della revisione del piano energetico provinciale». Ambientalisti e scienziati si dividono sul tema del nucleare. Maurizio Martellini, docente di Fisica teorica all'Università dell'Insubria e segretario generale del Landau Network-Centro Volta di Como, è da tempo favorevole a questo tipo di produzione di energia. «L'Italia non può continuare ad andare controcorrente dice Martellini Per quanto riguarda il Pian di Spagna, non posso dire a priori se sia o meno adatto. Per l'energia nucleare ci sono prospezioni da fare per verificare le caratteristiche geologiche e orografiche di un ambiente. Se è stato proposto probabilmente è un'ipotesi ragionevole». Chiusura totale invece per i Verdi. «Il nucleare è un bidone atomico attacca Elisabetta Patelli, referente regionale del gruppo Chiediamo che la Lombardia si dica indisponibile a qualsiasi attività legata alla filiera termonucleare. Le centrali nucleari rappresentano una tecnologia obsoleta e pericolosa. Senza contare che non porterebbero alcun vantaggio economico perché i costi sono elevatissimi e, calcolando davvero tutte le voci di spesa, non ci sarebbe alcun risparmio per gli utenti». «Non ci sono le condizioni per localizzare una centrale nucleare in Lombardia, ci opporremo dice poi Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd - Abbiamo presentato una mozione e abbiamo chiesto un consiglio regionale straordinario perché non vogliamo che con le procedure d'urgenza o con leggi speciali il governo passi sopra le teste dei cittadini». Contrario il sindaco di Sorico, Ivano Polledrotti. «Non la vogliamo dice Questo territorio dal punto di vista della produzione di energia ha già dato. Dobbiamo investire sul turismo». Anna Campaniello