Nessuna comunicazione è giunta da Roma sul trasferimento pattuito con il federalismo demaniale. Restaurato con soldi municipali ma non ceduta la proprietà Zamperini: «Così non possiamo fare gli interventi previsti» L'ex tiro a segno: la palazzina è restaurata, ma non è stata ceduta al Comune. Resta ferma al palo l'acquisizione, da parte del Comune, dell'ex tiro a segno di via Custoza. E i vincoli del patto di stabilità fanno prevedere uno slittamento pure per il completamento dei restauri di Palazzo Bottagisio. Nonostante l'edificio dell'ex poligono, che risale alla fine del 1800, sia inserito da più di due mesi nell'elenco dei beni che lo Stato cederà ai Comuni, attraverso il «federalismo demaniale», nessuna comunicazione ufficiale, sul passaggio di proprietà, è ancora giunta in municipio. Lo conferma Luca Zamperini, assessore alle manutenzioni e al patrimonio. Lui aveva auspicato la cessione, poiché l'amministrazione, dopo aver restaurato la palazzina, l'ha avuta in concessione dal Demanio solo in affitto, dietro un canone di cinquemila 200 euro all'anno. «Ad oggi non ci è arrivato ancora nulla», spiega l'assessore, «né in via ufficiale né in via ufficiosa. Sappiamo solo che l'ex tiro a segno compare nell'elenco pubblicato sul sito dell'agenzia del demanio». Zamperini confessa che, senza decreto, il Comune si trova in difficoltà a progettare nuovi interventi, su un'area che non gli appartiene. «Dal giorno dopo che avremo ricevuto gli incartamenti», sottolinea, «potremo invece ragionare sulla destinazione d'uso. Attenderemo ancora qualche mese, se non ci sarà un'evoluzione positiva, agiremo diversamente, proponendo un nostro piano. Il tiro a segno è uno spazio da ridefinire, così come sono da stabilire gli ulteriori investimenti che vogliamo realizzare». Tra le opere complementari, che l'amministrazione intende effettuare sulla struttura, ci sono i vari impianti tecnologici, per rendere gli spazi utilizzabili da chi frequenterà la palazzina. «Oggi l'ex poligono è solo una struttura muraria che va riempita», ammette Zamperini, «e, una volta avuta la certezza dell'acquisizione, valuteremo se sarà necessario presentare una variante, per modificare l'altezza della tettoia in legno, rivolta verso il cortile interno. Come da indicazioni della Soprintendenza, il Comune ha ripristinato la copertura com'era in origine, ma c'è la necessità di rialzarla, per rendere lo spazio accessibile alle persone». Zamperini, nei mesi scorsi, aveva lanciato un appello alla popolazione, per la raccolta di idee sulla nuova destinazione del poligono. «Finora non ci è giunto nessun un progetto», rileva l'assessore, «eppure era circolata l'idea di insediare nell'edificio un centro di aggregazione giovanile. Ad oggi, purtroppo, non è arrivata nessuna proposta concreta. Tuttavia saremo ben lieti di esaminare i suggerimenti che ci giungeranno». Il mancato via libera dello Stato alla cessione dell'immobile, il mese scorso, fece inalberare l'opposizione in Consiglio comunale. Graziano Tovo, del Partito democratico, aveva sottolineato che «proprio il federalismo fiscale dovrebbe renderci protagonisti del nostro territorio e dei nostri fondi». Tra le preoccupazioni dell'assessore al patrimonio ci sono i ritardi con cui, quasi certamente, saranno avviati i restauri conclusivi di Palazzo Bottagisio. Per aprire i cantieri è già predisposto un finanziamento della Fondazione Cariverona. «Prima di dare l'ok ai lavori nella dimora storica», conclude Zamperini, «dovremmo attendere la prossima finanziaria e valutare se, nonostante i tagli, si potrà far partire l'appalto. A questo punto è ipotizzabile che il recupero avvenga nel 2011. Dovremo esaminare quante e di che entità saranno le decurtazioni disposte dal governo». Fabio Tomelleri
VILLAFRANCA. Ex tiro a segno inutilizzato. Lo Stato non lo dà al Comune
Riassunto in 200 parole:
L'ex tiro a segno di via Custoza, restaurato con soldi municipali, non è stata ceduta alla città. L'assessore alle manutenzioni e al patrimonio, Luca Zamperini, conferma che non ci sono comunicazioni ufficiali sulla cessione di proprietà. L'edificio è inserito nell'elenco dei beni che lo Stato cederà ai Comuni attraverso il federalismo demaniale, ma non è stato ancora trasferito. Zamperini auspicava la cessione, poiché l'amministrazione aveva restaurato la palazzina e l'aveva avuta in concessione dal Demanio solo in affitto. Il Comune si trova in difficoltà a progettare nuovi interventi su un'area che non gli appartiene.
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