Pubblichiamo un articolo di Alessandro Claudi de St. Mihiel, autore di una monografia sull'opera di d'Ascia. Alessandro Claudi de St. Mihiel Bisogna ripensare le città. E l'Architettura può e deve svolgere un ruolo determinante. È necessario, per questo, partire dalle analisi a tutto campo dei contemporanei modelli evolutivi del tessuto urbano esaminandone le variabili di carattere geografico, sociale, ecologico, economico, politico, filosofico. Tutto ciò con l'intento di permettere all'uomo di «abitare la città», di «essere metropolitano». Le nostre città appaiono oggi troppo spesso caratterizzate da «non luoghi», come li definisce Marc Augé, ovvero da spazi in cui il disorientamento determina una perdita di identità. Appare inevitabile, quindi, operare uno sforzo collettivo che implichi un netto cambio di direzione. Architetti, urbanisti, ingegneri, sociologi, economisti, classe imprenditoriale e amministratori devono intraprendere un'azione tesa a individuare modelli di sviluppo sostenibile per gli agglomerati urbani. Sostenibilità a livello economico, sociale, ambientale attraverso la partecipazione dei cittadini; una mobilitazione generale che coinvolga tutte le fasce sociali e gli ambiti produttivi, generando un entusiasmo al cambiamento contagioso e conscio dell'urgenza a intervenire. È il momento di comporre e ricomporre, trasformare e riqualificare, sia le aree periferiche che i nuclei storici. Da tali presupposti scaturisce una grande responsabilità per l'architetto. Negli ultimi anni a Napoli si è tentato, ed in alcuni casi tra mille difficoltà si è riusciti, a realizzare opere che possano dare l'inizio ad un nuovo periodo di rinnovamento urbano. La nostra città ha tutte le caratteristiche fisiche ed immateriali affinché possa diventare un grande laboratorio di sperimentazione a cielo aperto. In tal senso l'inaugurazione di alcuni spazi della Porta del Parco di Bagnoli costituiscono una speranza che il cambiamento è possibile. Oggi si tiene presso questa nuova ed innovativa struttura polifunzionale una conferenza dell'architetto inglese Amanda Levete, per vent'anni partner dello studio Future Systems, cui seguirà un evento che permetterà alla collettività di visitare questa architettura che rappresenta il simbolo del rilancio di un'area di grandi valenze ambientali e paesaggistiche ma segnata dal noto destino industriale. Per la Porta del Parco l'architetto Silvio d'Ascia, a cui si devono il concept e l'ideazione architettonica della variante, nonché la direzione artistica, interpreta il tema del recupero dell'area dismessa come occasione per coniugare obiettivi di compatibilità ambientale con la organizzazione di forme di nuova urbanità, processi che rendono compatibile la «sostenibilità» dello sviluppo con la creazione di nuovi poli di incontro e di comunicazione. A noi napoletani - partendo da questo come da altri esempi virtuosi - è data una grande possibilità: quella di indirizzare la poliedricità, l'intelligenza vivace e flessibile verso processi di sviluppo che costituiscano una best practice per altre realtà.
CAMPANIA - Si inaugura oggi l'Auditorium di Bagnoli
L'articolo di Alessandro Claudi de St. Mihiel sottolinea l'importanza di ripensare le città e di far svolgere un ruolo determinante all'architettura nel processo di sviluppo urbano. È necessario analizzare i modelli evolutivi del tessuto urbano e considerare le variabili geografiche, sociali, ecologiche, economiche, politiche e filosofiche per creare spazi che permettano all'uomo di abitare la città in modo sostenibile. L'articolo sostiene che le città moderne sono spesso caratterizzate da non luoghi, dove il disorientamento determina una perdita di identità, e che è necessario un cambio di direzione collettivo per individuare modelli di sviluppo sostenibile.
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