Linea dura della procura di Torre Annunziata per arginare le colate di cemento selvaggio in costiera sorrentina e nei centri collinari dell'hinterland stabiese. Tredici arresti e una denuncia a piede libero per abusivismo edilizio sono stati disposti a Massa Lubrense ed a Casola. A Marina del Cantone i carabinieri della stazione di Massa Lubrense con gli agenti della polizia municipale locale hanno scoperto un cantiere abusivo attivo in una struttura articolata su tre livelli con una superficie complessiva di quasi 200 metri quadrati, già sottoposta a sequestro. Ieri, all'ennesima violazione dei sigilli, i pm della procura di Torre Annunziata hanno disposto gli arresti domiciliari per Luisa Gagliardi, di 59 anni, residente ad Angri, proprietaria del fondo dove era in corso la costruzione abusiva dell'immobile; Cataldo Pinto, 47enne di Massa Lubrense, titolare dell'impresa e gli operai Gerardo Cioffi di 57 anni, Francesco Mastellone di 30 anni e Andrea Maresca di 49 anni, tutti di Massa Lubrense; Cataldo Di Maio, di 30 anni di Sorrento e Paul Francisc Burca, un rumeno di 28 anni domiciliato a Massa Lubrense. Un settimo operaio è stato denunciato a piede libero per le precarie condizioni di salute. Questa mattina gli arrestati saranno sottoposti a giudizio per direttissima presso la sezione distaccata di Sorrento del tribunale di Torre Annunziata. A Casola li hanno trovati al lavoro in un cantiere abusivo, intenti a realizzare un manufatto in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico. Sono stati così arrestati sei muratori, mentre il titolare dell'edificio e committente dei lavori, un 67enne del luogo, se l'è cavata con una denuncia a piede libero in quanto non si trovava sul cantiere al momento del blitz. L'operazione è scattata ieri mattina al vicolo Chierchia, una zona periferica del piccolo centro dei Lattari. Agli occhi dei militari della stazione di Gragnano, guidati dal maresciallo Sossio Giordano, si è riproposto uno scenario già visto in passato: un cantiere edilizio in pieno corso d'opera, con vari pilastri in cemento armato già costruiti e lavori di sbancamento in atto. La superficie interessata è di 77 metri quadrati e il manufatto abusivo, alla fine dei lavori, avrebbe occupato circa 1.000 metri cubi. In manette sono finiti Vincenzo Iovine (23enne di Casola, già noto alle forze dell'ordine), Attilio Longobardi (48, residente a Pompei), Raffaele Oliva (40, di San Marzano sul Sarno), Giovanni Pentangelo (26 anni), Sabato Pentangelo (46) e il 29enne Francesco Sabatino, questi ultimi residenti a Lettere. Tutti dovranno rispondere di abusivismo edilizio in territorio sottoposto a vincolo paesaggistico e saranno processati con rito direttissimo.