Le grotte di Puglia risorsa nascosta George Clooney ed Elisabetta Canalis interessati ad «adottare» il sito paleolitico di Grotta Paglicci. La notizia è stata anticipata dal quotidiano indipendente «Garganopress.net». Quanto ci sia di vero in tutto questo è ancora da verificare. Certo è che nel piccolo centro garganico il fatto che l'attore americano e la bellissima Elisabetta, che sarà a fianco di Gianni Morandi sul palcoscenico di San Remo, possano salire a Rignano Garganico, è ritenuto una strenna natalizia. Ma, naturalmente, c'è anche chi, e non sono in pochi, che pesa la notizia come fosse la classica bufala che, quanto prima, si sgonfierà. In Comune sono scesi letteralmente dalle nuvole quando è stata chiesta conferma della notizia. Il vice sindaco, Matteo Orlando, si è detto del tutto scettico. Certo è che, comunque, un risultato è stato ottenuto. Finalmente si sono accesi i riflettori sul giacimento preistorico ubicato nelle campagne di Rignano Garganico. Dopo anni di silenzio si torna, infatti, a parlare dell'insediamento paleolitico che, oggi, versa in stato di completo abbandono. Gli enti territoriali hanno dimenticato di possedere un patrimonio culturale di inestimabile valore. La scoperta di Grotta Paglicci e la sua valorizzazione, merito di docenti e studenti dell'Università di Siena che, per circa mezzo secolo hanno, giorno dopo giorno, portato alla luce reperti archeologici che, oggi, sono oggetto di studi e approfondimenti. Se ne contano oltre quarantacinquemila che sarebbero dovuti essere conservati in un museo da realizzare a Rignano ; le opere sono state anche finanziate ma la struttura museale non ha ancora visto la luce. Testimonianze importanti, che risalgono ad un periodo tra i 500.000 e 10.000 anni, che sanno ancora parlare dell'Homo Erectus, di Nearnderthal e dell'Homo Sapiens e dell'industria litica e delle sepolture. Qui sono stati ritrovati scheletri umani interi e parziali, dipinti parietali di cavalli (due piccoli e uno grande, quest'ultimo ormai quasi scomparso), impronte di mano, focolari, resti di animali ed altro. Due le sepolture intere rinvenute, di un giovinetto di 11-12 anni (24.000 anni fa) e di una ragazza di 18-20 anni (23.000 anni fa). L'insediamento è posto esattamente a metà strada tra due ambienti assai diversi: in basso la piana infuocata del Tavoliere, che per lunghi periodi doveva offrire steppe o praterie poco arborate; in alto la montagna con i suoi dirupi rocciosi, che dal primo gradone calcareo, raggiunge in breve tempo i 600 metri di altitudine. Macchie e piccoli boschi, tuttavia, dovevano intervallarsi, soprattutto nei periodi più temperati ed umidi, lungo le vallate e i rivoli di ruscelli e fiumi che si addensavano in pianura. Per questo, l'uomo di Paglicci doveva usufruire di una flora e di una selvaggina ricca e variata. La riserva idrica, invece, doveva essere costituita da una sorta di cisterna naturale, rappresentata da una grossa cavità comunicante con Paglicci: la Grotta dei Pilastri.