Continua la polemica a Palazzo Marino «Nessun obbligo». Sarà il Comune «in piena autonomia» a decidere dove collocare il Dito medio di Maurizio Cattelan. La giunta ha approvato ieri la proroga per l'installazione in piazza Affari fino al 9 gennaio. Poi si vedrà se spostarla e dove. Ma la sola decisione di allungare il periodo dell'esposizione davanti alla Borsa (la mostra chiuderà invece domenica, con circa 20 mila biglietti staccati e 100 mila euro da destinare al Memoriale della Shoah) ha provocato l'ennesima discussione sul tema in giunta. Tra favorevoli (in maggioranza) e contrari al Dito della discordia. Sì alla donazione, ma senza condizioni. Sarà il Comune «in autonomia» a decidere dove collocare il Dito medio di Maurizio Cattelan. Per il momento la giunta ha approvato ieri la proroga per l'installazione in piazza Affari fino al 9 gennaio. Poi si vedrà se spostarla e dove. Ma la sola decisione di allungare il periodo dell'esposizione davanti alla Borsa (la mostra di Palazzo Reale chiuderà invece domenica, con circa 20 mila biglietti staccati e zoo mila euro da destinare al Memoriale della Shoah) ha provocato l'ennesima discussione sul tema in giunta. «Il Comune deciderà in assolta autonomia assicura il sindaco Letizia Moratti . Abbiamo deciso la proroga fino al 9 gennaio, nel frattempo ci consulteremo con l'artista, ma la decisione per il futuro sarà presa dalla giunta». Da parte sua, Cattelan ha già fatto sapere di essere disposto «a discutere qualsiasi progetto». Ma ha anche fatto capire che l'ipotesi di un trasloco da piazza Affari non lo convince. Dentro alla giunta i favorevoli (in maggioranza) e i contrari alla permanenza in città della statua si sono ritrovati d'accordo almeno su un punto: questa sarà «l'ultima proroga». Per il resto, durante la riunione di ieri più che le delibere hanno tenuto banco le diverse posizioni sul futuro di L.O.V.E., rendendo evidente il fatto che non per tutti è sbocciato l'amore per il gigantesco dito di marmo. «Un conto è un'installazione artistica che rappresenta un momento di provocazione e discussione ha annotato l'assessore alla Casa, Gianni Verga (Udc) un conto è un monumento che presuppone un giudizio condiviso e un raccordo con la storia e l'identità della città». Pasquale Salvatore, sempre dell'Udc, è ancora più esplicito: «Il simbolo di Milano è l'Ambrogino d'oro, non il dito di Cattelan». Gli assessori Stefano Pillitteri, Giovanni Terzi, Alessandro Morelli, Bruno Simini e ovviamente il responsabile della Cultura, Massimiliano Finazzer Flory, si sono espressi per la permanenza dell'opera in piazza Affari. «Si è parlato molto del dito ha commentato Finazzer Flory e non della mano: la mia che un anno fa ha chiamato Cattelan e sempre la mia che potrà donare 100mila euro ricavati dagli ingressi alla mostra al Memoriale della Shoah». Per l'assessore alla Cultura, inoltre, l'artista «ha diritto di decidere dove è più giusto sul piano estetico che venga esposta l'opera». «Non dobbiamo vergognarci del dito in piazza Affari rilancia ci dovremmo vergognare del parcheggio abusivo che deturpa una piazza metafisica». Finazzer Flory lascerebbe inizialmente la statua dove sta, per poi spostarla al Museo d'arte contemporanea di CityLife nel 2031. C'è chi vorrebbe però spostarlo subito dopo il 9 gennaio al Pac. «Chiudiamo questa penosa vicenda di Cattelan ha ribattuto l'assessore finiano alla Salute, Giampaolo Landi di Chiavenna . A Milano sono altre le priorità. Certo la giunta non può essere subalterna ai diktat di Cattelan sulla futura collocazione dell'opera, che secondo me starebbe meglio in un giardino o in un museo». Ha cambiato idea, invece, l'assessore alle Politiche sociali Mariolina Moioli, molto critica nella fase di avvio della rassegna. Ha raccontato di aver visto la mostra e di averla trovata molto profonda. L'assessore ciellino allo Sviluppo del Territorio, Carlo Masseroli, insiste che «il problema è il dito». E alla fine sbotta: «Mi sono stufato di parlare di Cattelan». «Si tenga tonto anche dei costi di un'eventuale donazione per spostare o tutelare l'opera», aggiunge Maurizio Cadeo che riferendosi alle parole del sindaco sull'impossibilità di realizzare una simile operazione negli Usa dice: «C'è da chiedersi se siamo più all'avanguardia noi o sono più furbi a New York».
Milano. Cattelan, il Dito divide la giunta
Il Comune di Milano ha approvato la proroga per l'installazione del Dito medio di Maurizio Cattelan in piazza Affari fino al 9 gennaio. La giunta ha deciso di lasciare la decisione sulla collocazione dell'opera alla fine della proroga al Comune. L'artista ha espresso la sua disponibilità a discutere qualsiasi progetto, ma ha anche espresso il suo dissenso per un trasferimento da piazza Affari. La giunta ha anche deciso di prorogare la mostra di Palazzo Reale fino al 9 gennaio, ma la mostra chiuderà invece domenica. La mostra di Palazzo Reale chiuderà invece domenica, con circa 20 mila biglietti staccati e 100 mila euro da destinare al Memoriale della Shoah.
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