ROMA. Botta e risposta tra Gianfranco Fini e Giulio Tremonti sui tagli alla cultura. Il presidente della Camera punzecchia, senza nominarlo, il ministro dell'Economia: «E' vero, come ha detto un autorevole ministro, che la cultura non si mangia dice il leader di Fli ma se non c'è cultura e una istruzione accessibile a tutti non si nutre lo spirito di un popolo, non gli si dà la ragionevole certezza di costruirsi un futuro». Per Fini il ruolo della cultura è importante per tutti ma lo è in particolare per l'Italia «che si accinge a celebrare il 150 anniversario dell'unita e vanta una millenaria tradizione culturale». Immediata la risposta dell'interessato: «Al presidente Fini, sempre attento alle agenzie, è probabilmente sfuggita l'agenzia che smentisce la frase attribuita al ministro Tremonti sulla funzione alimentare della cultura. Per la documentazione precisa il ministro dell'Economia il Presidente può fare riferimento alla nota pubblicata in data 9 ottobre». Tutto era cominciato una decina di giorni fa, con le proteste di Sandro Bondi, per il giro di vite sulle risorse destinate al ministero dei Beni culturali: «Non vado a elemosinare risorse», aveva detto tra l'altro. E sui giornali era apparsa una frase, attribuita appunto a Tremonti, secondo cui «con la cultura non si mangia». Dichiarazione smentita il giorno stesso.