"Non vado a elemosinare risorse dal ministro Tremonti". Così il ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi, presentando nella sede del Mibac l'apertura al pubblico di nuove aree del Colosseo, è intervenuto sulla situazione delle risorse statali destinate al suo dicastero: "Chiedo solamente che venga continuata la politica di defiscalizzazione dei contributi dei privati al cinema italiano. Una politica che non pesa sul bilancio dello Stato". Bondi ritiene necessaria una riforma che renda possibile interventi dei privati, con aiuti fiscali nella cogestione della cultura. In attesa che questa politica sia possibile, Bondi spiega: "Per il momento le risorse al Mibac non devono scendere sotto il livello di sopravvivenza". Nel ripercorrere i due anni e mezzo alla guida del ministero del Collegio Romano, Bondi ricorda come abbia prestato maggiore attenzione, rispetto ai suoi predecessori, all'opera di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico nazionale: "Prima veniva privilegiata in modo parziale l'attività di tutela e nulla veniva fatto per la valorizzazione. Con la riforma del ministero abbiamo creato a tal riguardo una direzione generale guidata dal manager Mario Resca che sta fruttando risultati straordinari, come testimoniato anche di recente con gli accordi culturali tra Italia e Cina". Bondi sottolinea come abbia preferito puntare l'attenzione del ministero sui centri nevralgici e trainanti del patrimonio artistico. "Una scelta opposta a quella decantata da Renato Nicolini che si basava sull'effimero - spiega il ministro -. In questi mesi siamo intervenuti a Venezia, dove tra tre mesi verranno riaperte le Gallerie dell'Accademia, a Milano con la Grande Brera, nell'area archeologica di Roma, agli Uffizi di Firenze e negli Scavi di Pompei". Bondi ha quindi difeso la sua politica di nominare commissari straordinari. "Affidare le responsabilità di alcuni progetti importanti a una sola persona è l'unica soluzione che consente al Mibac di portare a termine le cose - ha evidenziato il ministro -. E non è vero che questa linea mortifica i sovrintendenti, perché questi collaborano fattivamente con i commissari come è successo a Roma e Pompei". E al termine del regime commissariale, suggerisce Bondi, "è necessario pensare a nuovi sistemi, ad esempio a quello delle fondazioni dove possono ritrovarsi assieme lo Stato, gli enti locali e i privati". "Nonostante gli sforzi, l'amministrazione dei Beni culturali è chiamata, con risorse scarse, a compiti di tutela e valorizzazione di un patrimonio vastissimo", pertanto "resta aperto" il problema su come "reperire risorse adeguate". Dopo la lettera aperta su "Il Foglio", ha tutte le sembianze di un nuovo appello, quello che il ministro Bondi, ha rivolto nei giorni scorsi intervenendo a Montecitorio al question time. Chiamato a intervenire da una interrogazione dalla deputata di Futuro e libertà, Giulia Cosenza, Bondi rammenta di aver affrontato il tema già in Consiglio dei ministri e di essere intenzionato a farlo a breve anche nelle commissioni Cultura di Camera e Senato. "La gestione spetta in primo luogo allo Stato, ma chiama in causa anche il ruolo della società civile, che spesso è pronta ad agire", ha ricordato Bondi, anche se "non per sostituire lo Stato, che deve restare fondamentale, ma come sostegno alla mano pubblica". Il ministro ha comunque sottolineato che "vi è volontà di rendere possibile l'apertura e il contributo dei privati a favore delle attività culturali". Un coinvolgimento che deve comunque tener conto di "due limitazioni": la necessità di garantire "a priori le esigenze di tutela del patrimonio, che devono restare allo Stato", mentre la valorizzazione può essere affidata anche agli enti locali e ai privati, e soprattutto il rispetto rigoroso delle regole della concorrenza e del mercato dettate dall'ordinamento interno e comunitario". Assicurare, insomma, che gli affidamenti di rilevanza economica obbediscano alle regole di evidenza pubblica. E alla parlamentare campana, che ricorda il cattivo stato di salute di molti musei e siti archeologici del Mezzogiorno, Bondi assicura una "cura particolare per il Mezzogiorno", citando a esempio lo studio "di nuove forme di gestione" per Pompei, fra le quali potrebbe rientrare anche quella di una fondazione mista pubblico-privato.
Bondi. "Anche i privati possano gestire i beni culturali"
Il ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi ha presentato l'apertura al pubblico di nuove aree del Colosseo e ha discusso sulla situazione delle risorse statali destinate al suo dicastero. Bondi ha chiesto la continuazione della politica di defiscalizzazione dei contributi dei privati al cinema italiano e ha sottolineato l'importanza di una riforma che renda possibile l'intervento dei privati con aiuti fiscali nella cogestione della cultura. Il ministro ha anche ricordato la sua politica di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico nazionale e ha difeso la sua politica di nominare commissari straordinari per gestire progetti importanti.
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