Via libera dal governo. Ieri la Scala ha accolto «con estrema soddisfazione, a pochi mesi dell'approvazione della Legge 100, l'atto con cui il Consiglio dei Ministri ha dato il via al Regolamento attuativo previsto dalla Legge di riforma». Il sindaco Moratti: «Sono felice di questo provvedimento, il cui iter è stato particolarmente veloce e coerente con le nostre attese. Un provvedimento che rappresenta un primo passo verso quella autonomia da tempo auspicata». Cauti i sindacati: gli stanziamenti del Fus scesi di 5 milioni Dunque, dove eravamo rimasti? Ah! Dopo una primavera di agitazione, serate e tournée saltate per scioperi a ripetizione a causa della riforma degli enti lirici, l'incontro con «la donna immobile» (così recitavano i manifesti), Letizia Moratti, aveva portato una schiarita tra dipendenti Scala e direzione del teatro. E così gli orchestrali erano partiti alla volta di Buenos Aires per la tournée di fine agosto. Quanto alla sovrintendenza, prima dell'estate era apparsa decisa a chiedere al ministro Bondi di avviare immediatamente il processo di «autonomia» (nella legge si chiama «forma speciale») per la Scala. Pena un futuro a rischio tagli. E in effetti il processo di autonomia è stato avviato senza problemi, visto che la norma è stata ritagliata, anche grazie all'abilità del vicepresidente della Fondazione, Bruno Ermolli, apposta sul teatro milanese. Prevede infatti che possano godere di una speciale forma di autonomia quelle Fondazioni che hanno quattro bilanci in pareggio negli ultimi cinque anni, importanti percentuali di risorse proprie, nonché «riconosciuta rilevanza storica e internazionale». E così ieri la Scala ha accolto «con estrema soddisfazione, a pochi mesi dell'approvazione della Legge 100, l'atto con cui il Consiglio dei Ministri ha dato il via al Regolamento attuativo previsto dalla Legge di riforma». Il sindaco Moratti ha aggiunto: «Sono felice di questo provvedimento, il cui iter è stato particolarmente veloce e coerente con le nostre attese. Un provvedimento che rappresenta un primo passo verso quella autonomia da tempo auspicata. Ringrazio il ministro Bondi e il Governo per l'impegno, che certamente valorizza il grande teatro e la città di Milano, e mi auguro che sul fronte dei finanziamenti del Fus possano essere prese decisioni altrettanto innovative e importanti». Ma su questo punto la cautela è massima. I rappresentanti dei lavoratori esprimono un «leggero apprezzamento» per il provvedimento, ma una totale incognita sui suoi contenuti, (non noti), e, appunto, sui finanziamenti. «Non possiamo commentare un regolamento che non ci è stato trasmesso - dichiara Giancarlo Albori della Cgil -. Ma secondo il teatro, i 37 milioni di euro garantiti dal ministro per il 2010 sarebbero già scesi a 32. Con il sovrintendente Lissner ci rivedremo la prossima settimana, ma devono essere chiari questi aspetti: vogliamo un contratto di primo e secondo livello e vorremmo capire se, con questi tagli, l'integrativo aziendale è a rischio. Abbiamo chiesto una riunione nazionale al ministro per ricordargli che il nostro è un Teatro pubblico e siamo contro la sua privatizzazione; quindi va finanziato». Ma a complicare proprio la situazione finanziaria ci sono anche i ricorsi presentati al pretore da decine di precari, molti dei quali avrebbero vinta la causa La Fondazione Scala farà appello; ma il sindacato fa sapere che «sono stagionali anche con anche 10 anni di anzianità» e che senza questi operai a prestazione, truccatori, sarti e altri professionisti «gli spettacoli non riuscirebbero ad andare in scena».
Milano. Teatro alla Scala, primo passo verso l'autonomia. Ora i fondi
Il Consiglio dei Ministri ha dato il via al Regolamento attuativo previsto dalla Legge di riforma, che rappresenta un primo passo verso l'autonomia della Scala. Il sindaco Moratti ha espresso soddisfazione per il provvedimento, che è stato avviato senza problemi. La Scala ha accolto con entusiasmo l'atto, che prevede la creazione di una forma speciale di autonomia per le Fondazioni che hanno quattro bilanci in pareggio negli ultimi cinque anni. Il sindaco ha ringraziato il ministro Bondi e il Governo per l'impegno, ma ha espresso cautela sui finanziamenti del Fus, che potrebbero essere tagliati.
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