Il Comune di Ragusa continua a tenere alta l'attenzione sul piano paesaggistico. Martedì pomeriggio il sindaco Nello Dipasquale ha incontrato tutti i capigruppo consiliari per illustrare l'attività che si sta portando avanti ed ha spiegato il contenuto delle osservazioni che si stanno redigendo, da presentare alla Regione entro il 15 novembre, data ultima prima dell'entrata in vigore dello strumento approvato unilateralmente da Palermo lo scorso 20 agosto. Le osservazioni in questione riguardano quattro punti. Lo stralcio dal vincolo di inedificabilità assoluta delle aziende agricole, l'eliminazione dei 150 metri nel vincolo di strutture a servizio dell'agricoltura, la cancellazione del divieto di realizzare serre in terreno agricolo e l'eliminazione del divieto delle varianti urbanistiche su verde agricolo, riportando la podestà al territorio, e dunque alla volontà dei Comuni. Il primo cittadino si è dichiarato pronto ad accogliere ulteriori suggerimenti da parte dei gruppi consiliari presenti a Palazzo dell'Aquila, in modo da redigere una contro proposta al piano paesaggistico che sia uniforme e che interpreti le esigenze e le posizioni della città di Ragusa, al di là degli schieramenti politici di appartenenza. Da qui la richiesta del sindaco Dipasquale a tutti i capigruppo consiliari di presentare ulteriori emendamenti, entro la data ultima del 15 novembre, in modo da integrare le osservazioni che presenterà l'Amministrazione comunale. Nell'incontro si è ribadito che non si è contrari al piano quale strumento di tutela del territorio, bensì non piace questo piano così come è stato formulato dalla Regione. I capigruppo di Centrodestra si sono dichiarati disponibili a collaborare. Dal Centrosinistra, invece, è chiesta una pausa di riflessione per potersi pronunciare nel merito della richiesta del sindaco. "E' stato un incontro di spessore - dice soddisfatto il consigliere comunale Fabrizio Ilardo - E' stata confermata da parte dell'Amministrazione la linea di opposizione fin qui condotta sull'argomento. E' stata ribadita la contrarietà non allo strumento redatto dalla soprintendenza, che è uno strumento che ci impone la legge, ma al metodo. Come detto più volte in passato, la mancata concertazione nelle fasi di redazione del piano ha messo a rischio l'economia iblea che si basa principalmente su agricoltura e zootecnia. Le ripercussioni nei confronti delle nostre aziende sono già gravi e nell'ottica della difesa del tessuto economico del nostro comune, si è preso atto della volontà di formulare osservazioni che mirino all'esclusivo vantaggio delle ditte che operano in quei settori". Ilardo guarda oltre: "Esprimo la mia soddisfazione, inoltre - continua il capogruppo del Pdl - per la condotta pressoché unanime rispetto al tema trattato da parte dei consiglieri presenti". 21102010