VADA. Un parco energetico composto da pannelli fotovoltaici nascerà a Vada nella zona compresa tra via della Torre e la stazione. Il "parco", come viene comunemente chiamato, sarà di 12 ettari ed è stato approvato dalla Provincia perché, secondo quanto prevede la normativa nazionale, è superiore a 200 Kilowatt. L'autorizzazione non è passata inosservata alla consigliera del gruppo misto Nerina Monti che fa riferimento a Sel, che sul tema ha presentato un'interpellanza al sindaco per chiedere una regolamentazione specifica in modo da non stravolgere le campagne ed il valore paesaggistico del territorio. Quello che sta rischiando di diventare un vero e proprio "affaire" energetico preoccupa gli stessi amministratori: il rischio è quello che i contadini smettano di seminare per affittare i terreni alle aziende che installano i pannelli per produrre energia elettrica che viene venduta a Enel. «D'altra parte - dice l'assessore all'urbanistica Margherita Pia - l'utilizzo del terreno per questi investimenti viene pagato all'affittuario dai 4000 fino anche a 6000 euro all'ettaro più l'affitto della servitù di passaggio; inoltre i pannelli vengono installati in terreni agricoli dove questo tipo di intervento è permesso». Da qui le numerose richieste che stanno pervenendo non solo in Comune ma anche agli studi professionali esterni. Al momento per attuare progetti di parchi fotovoltaici non c'è bisogno di particolari destinazioni urbanistiche almeno in terreni agricoli. Intanto però richieste e progetti fioccano. Per quanto riguarda Vada: «Una ditta privata - spiega l'assessore all'urbanistica - ha presentato un progetto per la realizzazione di un parco energetico fotovoltaico nell'area compresa tra via della Torre e la stazione per una estensione complessiva di 12 ettari. Essendo superiore a 200 kilowatt l'autorizzazione è stata data dalla Provincia chiedendo l'assoggettabilità alla Via alla Regione. La Regione ha deciso che, per questo progetto, non sia necessaria la Via». Una decisone che non ha mancato di suscitare perplessità visto l'impatto paesaggistico di questa opera. «Come previsto dal Regolamento il progetto è stato esaminato anche dalla Commissione edilizia che la prima volta ha dato parere negativo - dice l'assessore - ma il parere non è vincolante». Nel contempo, per cercare di regolamentare le richieste sempre più numerose per questo tipo di investimenti, gli amministratori sperano in una recente normativa nazionale, entrata in vigore il primo ottobre, che individua nel primo gennaio 2011 il termine entro il quale le Regioni debbano fornire una mappatura per indicare i luoghi dove non sarà possibile realizzare parchi fotovoltaici. «Abbiamo avuto già un incontro con i tecnici della Provincia - continua l'assessore all'urbanistica - per analizzare la situazione anche attraverso una conferenza dei servizi. La prossima settimana ci incontreremo con l'assessore regionale per porre con forza il problema delle mappature perché il timore è che la Regione non faccia in tempo a individuare, su tutto il territorio toscano, aree da non destinare a simili progetti. Siamo disposti, come Comune, a un tour de force per realizzare mappe e decidere le aree dove questi interventi possono essere eseguiti. Ad esempio - conclude Pia - abbiamo respinto un analogo parco di sei ettari nella zona che da Castelnuovo porta a Nibbiaia, tra l'altro area boschiva, ma solo perché si tratta di area vincolata».
TOSCANA - Parco fotovoltaico al posto del grano
Un parco energetico composto da pannelli fotovoltaici sarà costruito a Vada, in Toscana, in un'area di 12 ettari. L'autorizzazione è stata data dalla Provincia perché il progetto supera i 200 kilowatt. Il progetto ha suscitato perplessità tra i consiglieri e gli amministratori, che preoccupano il rischio che i contadini smettano di seminare per affittare i terreni alle aziende che installano i pannelli. L'utilizzo del terreno viene pagato dai 4000 fino a 6000 euro all'ettaro più l'affitto della servitù di passaggio.
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