BOCCA DI MAGRA. «Il litorale apuano è già stato oggetto di uno scempio sconsiderato, ma è ancora di una valenza paesaggistica incredibile. Va salvaguardato e valorizzato, non cementificato». Con queste parole Mario Venutelli, presidente della sezione Apuo-Lunense di Italia Nostra, ha introdotto il convegno-dibattito "Le coste della Toscana tra erosione e speculazione". Il convegno-dibattito è stato organizzato dall'associazione nella residenza di Manuela Biso a Bocca di Magra contro i progetti di ampliamento del porto commerciale di Marina di Carrara e di costruzione del nuovo porto turistico del Lavello. «L'espansione del porto commerciale di Carrara - ha proseguito Mario Venutelli - e la realizzazione del maxi porto turistico costituiscono una grave minaccia all'unità fisiografica di costa, con rischi di alterazione ed erosione che si estenderanno anche al litorale di Forte dei Marmi e Viareggio. La cementificazione del litorale comporterà inoltre la distruzione di arenili e spiagge, con gravi danni alla fiorente economia balneare e turistica». Da parte di Italia Nostra, dunque, la conferma di una dura opposizione a tali preannunciati interventi, «avanzati ai soli fini di una smaccata e nefasta speculazione». Venutelli ha poi voluto ricordare anche la preoccupante presenza di idrocarburi clorurati alla foce del Lavello, già dichiarato Sito di interesse nazionale «per i fondali marini ancora pesantemente inquinati da micidiali veleni», la cui concentrazione risulta in alcuni casi abbondantemente superiore ai limiti consentiti dalla legge ed ha parlato anche dei recenti guai giudiziari di Francesco Bellavista Caltagirone , l'imprenditore che ha presentato il primo dei sei progetti per il porto turistico di Massa e Carrara, indagato dalla Procura di Imperia insieme all'ex ministro della Attività produttive Claudio Scajola per l'appalto del porto turistico di quella città. Ha poi preso la parola Nicola Caracciolo , vicepresidente nazionale di Italia Nostra, ricordando come l'associazione abbia raccolto ben 50 segnalazioni inerenti episodi di speculazione e cementificazione selvaggia lungo le coste italiane. «Da Civitavecchia alla Ligura - ha detto - si assiste alla distruzione di un patrimonio naturalistico di immenso valore. Le autorità politiche, che dovrebbero proteggere il paesaggio, spesso ne sono complici. Dietro questi scempi si nasconde a volte anche la criminalità organizzata, come a Civitavecchia, dentro il cui porto si è scoperta addirittura la presenza della mafia cinese». «Per il Comune di Carrara - ha proseguito l'ingegner Giovanni Giromella - sarebbe ora di raggiungere la maggiore età e di decidere una volta per tutte su quale tipo di sviluppo portuale intende puntare. Non si possono pretendere sia l'attività commerciale che quella turistica in soli 4 km di costa. Costruire un nuovo porto causerà un cambiamento delle correnti marine ed entrambi gli imbocchi finiranno per insabbiarsi. Anche chi sostiene che la costruzione di queste opere porterà lavoro per il nostro territorio si inganna. Ad eseguirle, come già avvenuto per la Strada dei Marmi, saranno infatti ditte provenienti da molto lontano». Secondo Lorenzo Schiaffino , imprenditore turistico Ageparc, i sindaci di Carrara e Massa avrebbero «agito da incoscienti, senza preoccuparsi della distruzione della spiaggia e delle pinete storiche di Marina di Massa». All'incontro era presente anche Dariella Piolanti , presidente dell'associazione Amare Marina, che ha ribadito la necessità di un percorso partecipativo per la difesa del territorio.