LIVORNO - Giro d'affari raddoppiato in cinque anni e 150 mila presenze (35), Il Cavallino Matto di Marina di Castagneto Carducci, in provincia di Livorno, viene segnalato come il parco divertimenti più importante e moderno del centro Italia, quinto subito dopo i colossi Gardaland, Mirabilandia e pochi altri, premiato nel 2009 con il Golden Pony Award dalla rivista specializzata GamesParks che scruta l'industria del ludico. È un caso imprenditoriale nascosto nella periferia costiera della regione. Sembra il modello di parco tagliato sulle virtù della nostra regione, l'unico "Toscanacompatibile". Dimensioni "umane", 7,5 ettari, sufficienti ad ospitare 28 attrazioni e una tensostruttura da 600 posti che offrono divertimento a famiglie e ragazzi, ma che preservano dalle stravolgenti giornate negli spazi sconfinati dei parchi grandi e desertici. Rare file. E soprattutto non una landa desolata di impianti, ma un parco vero in pineta, con l'aria buona, il clima dolce, la spiaggia ad un passo. «Sono la diversità e la tipicità che ci hanno fatto ottenere il Golden Pony Award, "per la garbata integrazione di servizi e attrazioni di alto livello nello splendido contesto naturalistico" recita la motivazione». Lo spiega Riccardo Manfredini, l'imprenditore venuto da Lignano Sabbiadoro che cinque anni fa ha preso in mano il parco fatiscente e lo ha rilanciato a suon di investimenti. L'uomo non si è inventato per caso capitano d'industria nel settore dello svago. Ernesto Manfredini, il nonno di Riccardo, è stato l'imprenditore che a metà degli anni Venti dell'altro secolo importò in Italia dalla Germania il primo ottovolante. Di padre in figlio, l'impresa dello spettacolo viaggiante è arrivata fino a Riccardo, approdato nel 2006 a Donoratico per rilevare un Cavallino Matto che era fatiscente. Da allora quasi dieci milioni di investimenti sotto il controllo delle soprintendenze perché l'areaè di pregio e sottoposta a vincoli. I numeri della crescita danno ragione dell'iniziativa imprenditoriale sostenuta dalle banche che hanno creduto nel business plan iniziale e finanziato anche i successivi sviluppi. Un punto debole potrebbero sembrare le ricadute occupazionali: oltre che alla numerosa famiglia Manfredini, moglie di Riccardo, due figli e due nuore tutti impegnati nell'impresa, Il Cavallino Matto dà lavoro ad una decina di dipendenti fissi e una novantina di addetti stagionali. Ma fermarsi a questo dato, secondo gli economisti che studiano il settore, sarebbe miope: iniziative come queste sono un moltiplicatore di ricchezza e di posti di lavoro nell'indotto (alberghi, ristoranti, servizi di spiaggia), tanto più attraggono utenza da fuori zona. E il bacino d'utenza del parco di Donoratico abbraccia Lazio, Liguria, Emilia Romagnae Umbria. Il Cavallino si pone un limite preciso ad un ulteriore sviluppo. «Abbiamo potenzialità di espansione su 27 mila metri quadrati, un quarto dell'area già occupata dalle giostre, e le sfrutteremo - promette Manfredini - ci estenderemo ma con calma, attenti a non snaturare le caratteristiche di parco nel verde, a rispettare l'impatto e i vincoli paesaggistici e ambientali». Attenti, dunque, a rispettare la tipicità di parco "Toscanacompatibile", l'unico modello possibile.