Da writer di periferia a storico dell'arte contemporanea. Da pittore di vagoni a promotore di riqualificazioni pittorica di spazi urbani degradati.Un percorso singolare ma non contraddittorio, quello di Simone Pallotta, 31 anni, una somiglianza notevole con l'artista newyorchese Keith Haring, organizzatore di eventi per l'associazione culturale Walls. Che insiste su un punto: «Riservare spazi legali ai writer è utile ma non basta. Per convincere i ragazzi ad abbandonare comportamenti illegali servono i buoni esempi: promuovere l'arte di strada per riqualificare il territorio. Senza dimenticare l'educazione. Io su una chiesa del '600 non ho mai fatto writing. Se una cosa è già bella, che senso ha disegnarci sopra?» L'amore per l'arte e il bello è nato dipingendo di notte sui muri di periferia? Anche sui treni e tante altre cose... Ho cominciato nel 92, a dodici anni. Ho sempre cercato di fare cose belle e nuove, non mi piace la ripetitività. Prima in giro per Roma, poi invitato a convention di writer in giro per l'Italia, a Monaco, Parigi. Ora sei passato dall'altra parte della barricata? Io dico di no. Walls è nata due anni fa con il bando del ministero della Gioventù, ma eravamo attivi da anni come associazione. Tra 2006 e 2007 ho 'curato la riqualificazione artistica di tre stazioni urbane a Roma, più di 15mila metri quadrati dipinti da writers di livello internazionale come Hitness ad Appiano, Matteo Milaneschi al Nuovo Salario, uno degli artisti dell'Urban Contest, e Blu a Monte Mario, il più grande muralista in Italia. E poi i lavori coi detenuti a Rebibbia o il policlinico Umberto I... I muri legali riusciranno a convincere i writers a non sporcare i muri? Non è giusto attribuire al writing tutto il vandalismo. Molto è colpa delle tifoserie e dei gruppi politici. Detto ciò, i muri legali da soli non bastano. Dobbiamo dare esempi positivi, non solo spazi. Con interventi di riqualificazione urbana fatti con artisti che vengono dal writing. Così si crea una catena tra i giovani che usano i muri legali e gli artisti emersi da quell'ambiente. I ragazzi vanno portati al bello con gli esempi. I più in gamba possono trovare occasioni di lavoro nella comunicazione o nella grafica. Ma chi l'ha detto che non c'è writing senza trasgressione? Per molti l'importante è cosa dipingere, non dove dipingere. Le multe servono, ma è fondamentale intervenire a monte, con l'educazione familiare e il senso civico.