Novanta chilometri. Se tutte le scritte che imbrattano Roma fossero contenute su un muro alto un metro e mezzo, si dipanerebbero su una lunghezza di 90mila metri. «Roma è notevolmente gravata dal fenomeno delle scritte - dice il sindaco Gianni Alemanno - una vera e propria invasione, un groviglio di disegni che dà una sensazione di degrado». 1l Campidoglio dunque dichiara guerra agli imbrattatori. Promettendo una campagna di repressione, con multe salate. E potenziando i servizi di ripulitura dei muri, attraverso la riorganizzazione dell'Ama, l'azienda municipalizzata per l'ambiente. Ma con i writer che usano i muri per dare sfogo a una creatività non di rado singolare, firma un trattato di pace. In sintonia con quanto avviato dal ministero della Gioventù che dall'anno scorso sta cercando di coinvolgere e valorizzare la parte più creativa del mondo della street art col progetto Do the writing. Alemanno spiega la strategia del Campidoglio alla presentazione dell'Urban Contest. «Metteremo in campo un tavolo a quattro gambe - dice il primo cittadino - che si regge su quattro azioni: un patto per tutelare la vocazione artistica senza criminalizzare nessuno ma con un assunzione di responsabilità, un'azione repressiva» con l'applicazione della legge che prevede multe da mille euro e un aggravio in caso di zone dalla valenza storico-archittetonica. Poi «a fine ottobre saranno su strada 8 squadre dell'Ama, fino a oggi era una sola, con mezzi più moderni». Infine, il 13 novembre, verrà presentata la fondazione di volontariato cittadino di Amaroma con sede all'ex mattatoio di Testaccio: «Come a New York, farà da incubatore per tutte le forme di volontariato urbano» per la rimozione di scritte e cartelloni abusivi, opere di pulizia, cura dei parchi. Alla firma del patto c'è il consigliere comunale Francesco Orsi che ha redatto il protocollo e il ministro Giorgia Meloni. «Non è vero che la street art è illegalità - dice il ministro della Gioventù- questi ragazzi cercano di dialogare con le istituzioni. Bisogna liberare le forme d'arte dal vandalismo». Proprio il ministero l'anno scorso ha avviato il progetto Do the writing, cioé «fa' il writing», in assonanza con Do the right thing, «fa' la cosa giusta», titolo del film di Spike Lee ambientato nella periferia newyorchese. Da qui è nato un coordinamento nazionale di 24 Acu, associazioni per la creatività urbana, realtà non profit impegnate nel dialogo tra creativi urbani e amministrazioni locali. Un bando in collaborazione con 1'Anci ha messo a disposizione 450 mila euro per progetti di riqualificazione pittorica di aree degradate. Imperia, Teramo, Civitavecchia, Latina, Foggia, Ravenna, Padova e Campobasso le città che nel 2011 apriranno cantieri artistici giovanili.