La Chiesa, si sa, ha tempi lunghi e non bada a cogliere le contingenze. E ciò vale anche per la partecipazione dello Stato Vaticano alla Biennale d'arte di Venezia. Dai vertici della Santa Sede giunge infatti la conferma che l'atteso Padiglione Vaticano non ci sarà nella 54ma edizione, quella del prossimo anno, presentata l'altro ieri. Ma l'appuntamento è solo rimandato. Di due anni: sarà per la 55ma edizione nel 2013. Impegnato il neocardinale e responsabile della cultura vaticana, monsignor Gianfranco Ravasi, sono i vertici museali della Santa Sede a fornire una spiegazione. «Il nostri ingresso alla Biennale è solo slittato più avanti, perché non siamo ancora pronti», afferma il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci. «Il motivo è che la Santa Sede, se deve fare un buon lavoro sull'arte contemporanea, intende non esporsi a critiche e selezionare le eccellenze». E aggiunge: «Come studioso credo che andare alla Biennale sia un azzardo necessario. È un ossimoro, ma credo che rifletta l'esigenza della Chiesa di far sentire la propria voce nella contemporaneità». Anche l'ex direttore dei Musei, e responsabile della pianificazione per la partecipazione in Biennale, Francesco Buranelli, conferma lo slittamento e anticipa qualche tema. «I nostri uffici agiscono con cautela e dunque saremo pronti per condividere con Venezia la passione per l'arte contemporanea solo nel 2013». Buranelli accenna anche all'orientamento di massima della partecipazione vaticana: «Pensiamo a una tematica trasversale e non squisitamente religiosa-cattolica per ottenere un coinvolgimento di artisti di diversa estrazione geografica e religiosa. Noi non abbiamo popolazione nativa del Vaticano né artisti interni; dunque dobbiamo aprirci a nazioni diverse. Per superare questa difficoltà, e aderire all'universalismo proprio della Chiesa, sceglieremo artisti che si cimenteranno su diverse fedi religiose». È vero che c'è già stato un gran bussare alle vostre porte? «Qui la processione c'è sempre, e c'è anche degli artisti; ma non ci facciamo coinvolgere da umane e comprensibili autocandidature». Per il 2011 il Vaticano non prevede nemmeno alcuna iniziativa collaterale a Venezia.