Roma. Il FAI, Fondo Ambiente Italiano, e la sua presidente Ilaria Borletti Buitoni, sono sempre in prima linea nel cercare di difendere il Bel Paese dalle tante forme di brutture che lo minacciano, comprese le maxi pubblicità sui monumenti. Signora Borletti Buitoni, favorevole a una regolamentazione delle pubblicità sui monumenti? «Sono molto soddisfatta che il ministro abbia accolto la polemica del Fai di quest'estate su Venezia. Noi siamo contrarissimi a questo modo di procacciare fondi per il mantenimento e restauro del patrimonio culturale, svendendo, in un certo senso, dei monumenti così significativi alla pubblicità. Ma il dibattito di fondo è un altro». Quale? «Continuo a dire che non c'è niente di sconveniente nel proporre un contributo, chiamiamolo pedaggio o biglietto d'ingresso a chi va, ad esempio, a vedere Venezia. In America ti fanno pagare se vai a vedere la casa in cui è nato Toro Seduto. Non si capisce perché a chi viene a vedere Venezia, o anche Roma o Firenze, non possiamo chiedere 5 euro e creare un fondo che serva al mantenimento dei beni culturali in quelle città». Oppure? «Oppure, aggiungere al 5 per mille anche la casella generica del patrimonio culturale, che non c'è». Ma la pubblicità non deturpa anche tante strade? «Assolutamente, ma il concetto di paesaggio urbano, è un concetto che purtroppo le amministrazioni hanno pochissimo. Si pensa sempre che il paesaggio siano le colline. Ma deturpare un paesaggio urbano è altrettanto grave. E la pubblicità, come viene messa oggi, è una forma di deturpazione, così come le luci sbagliate e l'arredo urbano pessimo». All'estero cosa accade? «Le leggi di tutela che fanno all'estero, in Germania come in Inghilterra, sono molto ragionevoli. Non è che non facciano pubblicità, ma mettono dei vincoli. Ecco, questi discorsi, non ho capito perché in Italia non si riescono mai a fare. E' desolante che la nostra classe politica non se ne renda conto». Forse prevalgono altri interessi? «Secondo me prevale, sostanzialmente, una fondamentale ignoranza. Credo che la nostra classe politica è talmente abituata a un vecchio modo di trovare consenso, come si usava trent'anni fa, che non capisce che oggi la società civile vuole aria pulita, un ambiente vivibile e vuole ritrovare il senso di un'identità nobile. Se capissero come la valorizzazione del patrimonio culturale potrebbe portare a ritrovare un senso di appartenenza a questo Paese, avrebbero alla fine un consenso anche maggiore. Ma non lo capiscono.
Bella Italia. La presidente del Fai: Meglio aggiungere una nuova voce al 5 per mille
Il presidente del Fondo Ambiente Italiano, Ilaria Borletti Buitoni, ha espresso la sua opinione sulle maxi pubblicità sui monumenti. Secondo di lei, non c'è niente di sconveniente nel proporre un contributo, come un pedaggio o un biglietto d'ingresso, per visitare i monumenti. In America, si pagano per visitare luoghi storici. Borletti Buitoni ha anche criticato le amministrazioni per non avere un concetto di paesaggio urbano e per non mettere vincoli alla pubblicità. Ha anche affermato che la classe politica italiana è ignorante e abituata a un vecchio modo di trovare consenso.
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