PIOMBINO. Bocciato a sorpresa il progetto di viale Amendola. La Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggio di Pisa ha espresso parere negativo sulle opere previste nel piano particolareggiato della costa urbana, assegnate con una gara pubblica alla "Sorgente". La società campigliese, nata dall'unione della "Nuova Cemi" e dalla "Società 111", si è impegnata a portare a termine la realizzazione del complesso turistico-ricettivo, dotato di bar, ristorante, piscina e affittacamere con una ricettività di 12 posti letto. «Nessun impedimento, solo alcuni ritardi fisiologici nell'iter delle autorizzazioni». Antonino Simeti, l'amministratore delegato della società campigliese Sorgente, vincitrice del bando di evidenza pubblica, aveva spiegato così, in un'intervista rilasciata una settimana fa, lo slittamento dei tempi per l'apertura dei cantieri. Ma, per il vero, dietro all'"iter lento", si nascondevano ostacoli ben più concreti. Il progetto dal costo di circa due milioni di euro ha incassato infatti l'altolà della Soprintendenza di Pisa. «L'intervento - si legge nella relazione compilata dall'ente - comporterebbe l'avanzamento del costruito verso il mare, compromettendo la linea della costa». Un concetto chiaro che impone un'inaspettata battuta d'arresto al progetto della società Sorgente sebbene, come confermato dall'amministratore delegato Antonino Simeti, sia perfettamente in linea con gli orientamenti progettuali compresi nel bando del piano particolareggiato. «Allo stato attuale il progetto - ha commentato l'architetto Fiorella Ramacogi della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggio di Pisa - non è in linea con la tutela paesaggistica di quel tratto delicato di costa urbana». La presa di posizione dell'ente mette quindi in stand-by le opere previste nel piano che, stando alle previsioni della società che si è aggiudicata il bando, dovevano compiersi entro l'estate del 2011. «Il ragionamento è ancora tutto da verificare - commenta l'assessore all'urbanistica, Luciano Francardi - abbiamo chiesto un incontro ufficiale alla Soprintendenza in cui saranno chiarite le motivazioni alla base del parere negativo». Il pronunciamento della Soprintendenza pisana potrebbe risultare strano qualora, come sostenuto dall'assessore all'urbanistica, l'ente avesse dato il via libera, nel 2005, alle linee progettuali del bando della costa urbana, riprodotte fedelmente nella progettazione avanzata da Sorgente che ha incassato il parere negativo. Fatto sta che, a pochi mesi dall'apertura prevista della struttura, Sorgente è chiamata a risolvere i problemi con la Soprintendenza per guadagnarsi l'avvio dei lavori. E gli spiragli lasciati dall'ente affinché il progetto possa andare in porto sembrano miseri. «Prendiamo atto del parere negativo, anche se ci troviamo di fronte a problematiche tecniche che non precludono la realizzazione del progetto - minimizza l'amministratore delegato di Sorgente, Antonino Simeti - sono certo che troveremo una soluzione rapidamente, i tempi non si allungheranno più di tanto». Se l'incontro con la Soprintendenza non produrrà gli effetti sperati, Sorgente dovrà riflettere per trovare soluzioni alternative. «Abbiamo presentato alla Soprintendenza il progetto complessivo, ma solo il lato a mare è sottoposto a vincolo paesaggistico, quindi legato al giudizio dell'ente - spiega l'Ad Simeti - credo che il parere negativo fosse legato alle costruzioni a monte, che non ricadono nelle competenze della Soprintendenza. Sul fronte mare i manufatti sono realizzati in legno e poco invasivi, isolando questa parte progettuale non ci dovrebbero essere problemi a passare». Non è affatto scontato, tuttavia, che una semplice modifica formale possa bastare per sbloccare un progetto, nel suo complesso, ritenuto dalla Soprintendenza troppo impattante per l'equilibrio ambientale e paesaggistico del tratto costiero di via Amendola.