PISA. «Sul progetto di recupero della Mattonaia ci tiriamo fuori. Alziamo bandiera bianca, visto che dall'amministrazione comunale non abbiamo ricevuto alcuna risposta, ma solo tentennamenti». A parlare è Renato Papale, presidente del comitato "San Michele in piazza", a cui replica l'assessore Andrea Serfogli. Il comitato nel dicembre scorso aveva presentato un progetto di recupero dell'area sul retro della chiesa di San Michele in Borgo. «Dopo anni caratterizzati da vandalismo e degrado, da enfatici annunci di vendita da parte dell'amministrazione accompagnati da ardite ipotesi per un riuso del complesso - spiega Papale - nel settembre 2009 è nata una iniziativa di privati cittadini che si sono costituiti in un comitato con l'intenzione di valutare seriamente la possibilità di recupero. Abbiamo speso energie, tempo e mezzi personali; abbiamo preso contatti con il progettista, visionato gli atti presso la Soprintendenza ed il Comune, effettuato sopralluoghi e infine perfezionato una proposta». Il progetto, realizzato dall'architetto Massimo Carmassi, prevedeva il recupero della piazza che rimaneva di proprietà pubblica. Le case torri medievali e il chiostro cinquecentesco raccolti intorno all'abside della chiesa di S. Michele in Borgo, risalente al XIII secolo, avevano subito notevoli distruzioni durante la seconda guerra mondiale. Dopo le demolizioni delle strutture pericolanti superstiti rimanevano solo alcune strutture in pietra e laterizio del XII e XIII secolo a delimitare i lati nord e sud dello slargo creatosi, utilizzato come parcheggio automobilistico. La soluzione adottata proponeva il completamento dei ruderi esistenti sui lati nord e sud dell'area e la costruzione ex novo di un edificio lungo il lato est, in modo da ricucire la maglia urbana lacerata ed ottenere una nuova piazza di forma regolare: undici gli appartamenti previsti, sette i fondi commerciali. Ancora il presidente del comitato: «Avevamo già raccolto le adesioni di diciotto pisani disposti ad investire nel progetto. Deleghe firmate davanti ad un notaio. Un progetto di recupero innovativo in pieno centro storico». Ma a quel progetto, secondo il comitato, il Comune non ha dato nessun seguito riproponendo invece una asta. «Dopo mesi di lavoro - attacca il presidente Papale - abbiamo proposto in maniera pubblica e trasparente di accedere al meccanismo della trattativa privata forti anche della consulenza legale del professor Azzena, docente di diritto pubblico alla facoltà di giurisprudenza. Nel luglio scorso la doccia fredda, con l'assessore al patrimonio Serfogli che ci nega questa via indicando la volontà di proporre al consiglio comunale di bandire per la terza volta un'asta di vendita. Asta - insiste Papale - che ci aspettiamo vada deserta come le prime due del 2006, quando il complesso era in migliori condizioni ed i valori immobiliari più alti». Da qui la resa del comitato. «Ad un anno di distanza dalla sua costituzione, il comitato si scioglie - conclude il suo presidente -. Le deleghe notarili sono scadute e di quei diciotto pisani disposti ad investire ne sono rimasti davvero pochi. L'amministrazione comunale, con i suoi tentennamenti, non ha dimostrato lungimiranza e coraggio nell'accogliere una iniziativa che non aveva il carattere di speculazione edilizia. Invitiamo comunque l'associazionismo culturale a raccogliere il testimone dei nostri sforzi, vigilando ancora sulla vicenda». Al comitato ha risposto l'assessore Andrea Serfogli: «Peccato che il comitato non dica che la prima manifestazione di interesse era talmente vaga (mancando l'indicazione del prezzo offerto o comunque di elementi che - anche per relationem - avrebbero portato a determinarlo) che non è stato possibile considerarla attendibile. La seconda manifestazione di interesse conteneva clausole e condizioni sfavorevoli per l'ente, anche in termini economici (e non solo per il prezzo offerto che comunque era inferiore alla stima). Inoltre occorre precisare che il comitato è stato ricevuto sia da me, sia dalla dirigente al patrimonio Tanini e sono state fornite tutte le indicazioni richieste ed evidenziate tutte le criticità che rendevano non legittimamente percorribile la proposta presentata».
TOSCANA - PISA - La Mattonaia? Grazie, non c interessa più
Il comitato "San Michele in piazza" ha presentato un progetto di recupero della Mattonaia, un complesso storico a Pisa, nel dicembre 2009. Il progetto prevedeva il recupero della piazza, delle case torri medievali e del chiostro cinquecentesco, e la costruzione di nuovi edifici. Il comitato aveva raccolto le adesioni di diciotto pisani disposti ad investire nel progetto, ma l'amministrazione comunale non ha dato seguito al progetto e ha proposto invece un'asta per la vendita del complesso. Il comitato ha risposto con una manifestazione di interesse vaga e ha proposto di accedere al meccanismo della trattativa privata.
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