Le celebrazioni peri dieci anni della Convenzione Europea del Paesaggio invitano ad una riflessione in chiave Toscana, una delle tre regioni europee promotrici del trattato siglato nel 2000. L' Italia ha proposto il Nuovo Codice dei Beni Culturali, che impone la redazione dei piani paesaggistici regionali, ed il Piano Strategico Nazionale di Sviluppo Rurale 2007-13, che ha inserito il paesaggio fra gli obiettivi dell' agricoltura. In Toscana l' iniziativa più rilevante è stata la legge del 2005 sul Governo del Territorio, che ha disposto la realizzazione del Piano di Indirizzo Territoriale, con la relativa disciplina paesistica. Le difficoltà di approvazione del Piano, osteggiato dei Comitati per la Difesa del Territorio e la revisione in corso da parte della Giunta Regionale, assieme al parziale recepimento del paesaggio nel Programma di Sviluppo Rurale, testimoniano le difficoltà di coordinare le politiche per il paesaggio. Vale la pena ricordare alcuni dei numerosi progetti finanziati ma ancora in attesa di diventare operativi. Fra questi lo sviluppo di un sistema di monitoraggio del paesaggio, in vista dell' osservatorio regionale, la carta del Chianti, le linee guida per il paesaggio nelle aree protette e le linee guida per la valutazione dell' impatto delle centrali eoliche. Sono ricerche che hanno evidenziato con chiarezza la riduzione della diversità del paesaggio rurale, pari a circa il 45, il rischio di prevenire impatti negativi legati all' impiego di nuove energie, la necessità di modificare la strategia sulla biodiversità per includere il paesaggio. Purtroppo la protezione del paesaggio è spesso vista come attività di conservazione passiva, mentre si tratta della chiave per promuovere lo sviluppo locale, una funzione attiva, che valorizza una risorsa indispensabile a livello economico e per la qualità della vita. Mantenere l' unicità del paesaggio agrario a supporto dei prodotti tipici e del turismo, è solo un esempio delle possibili strategie per sviluppare l' identità competitiva del territorio, ed aiutare non solo un' agricoltura in crisi, ma anche l' indotto legato al turismo. Il dibattito sul paesaggio si limita spesso al problema dell' espansione urbana, vedi il tema della piana, che sembra annullare le altre questioni, e sul ruolo dell' agricoltura come semplice "tampone verde" per limitare ulteriori edificazioni. A livello operativo si nota poi la frequente confusione sul significato di termini quali "ambiente", "natura" e "paesaggio", emerso anche nei convegni abbinati alle celebrazioni, con conseguenti strategie contraddittorie, per la verità frutto anche di approcci scientifici nord europei, non adeguati alla realtà del Mediterraneo. Sarebbero quindi necessari indirizzi coerenti, ed un maggiore coordinamento fra urbanistica, agricoltura ed ambiente, per attuare un modello di sviluppo in cui il paesaggio costituisca finalmente un elemento importante, avviando una corretta opera di informazione tra il pubblico sui reali valori abbinati al paesaggio toscano. L' autore è docente di pianificazione, Università di Firenze, coordinatore gruppo di lavoro sul paesaggio, MIPAAF